Covid, autotest. Il Governo vuole imitare l’Emilia-Romagna

BOLOGNA. “Separiamo la burocrazia dalla sanità e andiamo verso il progetto sperimentale di tampone fai-da-te proposto da Stefano Bonaccini per la regione Emilia Romagna. E’ una linea di azione per chi ha già fatto tre dosi e quindi crede nell’importanza del vaccino, mettendo al sicuro se stesso e le persone intorno a sè”. É il meccanismo del ritorno alla normalità, graduale, che propone Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, intervistato dall’agenzia Dire. “Oggi, se sei positivo hai un percorso anche burocratico da dover compiere, giustamente, un percorso che si sovrappone alla parte clinica- spiega Sileri- devi stare in isolamento, fare il tampone in uscita e riattivare il green pass dopo aver ottenuto la negativizzazione con un test. Con la mole di tamponi che vengono eseguiti e l’esigenza del tracciamento calibrato su 200mila positivi, è chiaro che agevolare la quotidianità è necessario. Farlo sui vaccinati è più facile e farlo ora, con la variante Omicron che ha un ciclo biologico più veloce, minore severità dei sintomi e un rischio 39 volte più basso di andare in terapia intensiva e 33 volte più basso di morire, è possibile. Per il tri-vaccinato quindi, il virus si comporta più come un’influenza che come una malattia grave. Facilitare il ritorno alle proprie attività con un test rapido in auto-somministrazione è plausibile e auspicabile- propone il sottosegretario, che aggiunge- i risultati della sperimentazione in Emilia-Romagna sono più che incoraggianti”. Una semplificazione che suona anche come un premio per chi ha creduto nei vaccini fin dal primo momento: “Può essere un modello da usare a breve e da usare ovunque. Inoltre, con la prevalenza di Omicron, appena sarà passato il picco sarà opportuno rimodulare le quarantene e gli isolamenti per gli asintomatici, non dico il green pass, non ancora, ma migliorare la gestione di quello che diventerà l’ordinarietà- afferma Sileri- Alleggerire quindi il carico burocratico diventa un atto dovuto, ripeto, non da subito perché è troppo rischioso con il numero di contagi che abbiamo, ma aspettare almeno due o tre settimane da oggi. Il green pass, in sostanza, va mantenuto, ma reso flessibile alle esigenze”, ribadisce il sottosegretario. 

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