Cesena, appello dopo la guarigione dal Covid: “Nessuno abbassi la guardia”

«Il mio non è un messaggio dedicato a chi vuole essere pro o contro i vaccini. Il mio è un appello che abbraccia tutti: serve stare attenti. Molto attenti anche durante l’estate. Perché questa variante Delta è subdola ed il coronavirus ti fa malissimo».

Andrea Monti, cesenate, non ha neppure 40 anni. Lavora per Tulips ma prima di tornare pienamente operativo dovrà riprendersi dai postumi, mai facili, del coronavirus che lo ha attanagliato. Sorpreso di ritorno dalle vacanze e dopo la prima dose di vaccino che non ha potuto placare la furia su di lui della variante Delta. «Sapere dove uno si contagia è impossibile. Io ho associato la mia infezione con una vacanza in Liguria finita pochi giorni prima della prima dose di vaccino. La variante Delta è veramente bastarda. Si nasconde e quando arriva picchia forte».

E dire che Andrea Monti e la sua compagna avevano anche avuto un’accortezza in più che non tutti hanno. Poco prima del 24 luglio, giorno della prima dose di vaccino, si erano anche sottoposti ad un test rapido. Che aveva dato esito negativo.

«Dopo un paio di giorni mi è salita una febbre alta. Che veniva monitorata con dovizia dal mio medico di medicina generale, Corrado Ruffilli. Il nuovo test diceva che sia io che la mia compagna eravamo positivi. Lei asintomatica. Io febbricitante».

Nel giro di una settimana la malattia è esplosa.

«Facevo sempre più fatica a respirare e quando la mia compagna si è accorta che ormai facevo anche fatica a parlare è stata lesta a chiamate il 118. Che mi ha prestato i primi soccorsi necessari. Sono stato ricoverato al Morgagni di Forlì per una settimana dal 3 al 10 agosto. Devo dire che in quel reparto ci sono veramente degli angeli.

Non smetterò mai di ringraziare tutto il reparto malattie infettive. Che mi ha trattato con i guanti e con affetto. Sono stati in grado di gestire la malattia malgrado la sua altalena tra miglioramenti e peggioramenti costanti. Dando ossigeno e tutto l’amore del mondo contemporaneamente. A loro va davvero un grande plauso».

Le sensazioni si accavallano di pari passo con il passare delle ore e dei giorni: «La cosa che più ti spaventa è che non sai cosa ti succede o cosa sta per succederti. I pianti quando lo sportello dell’ambulanza si chiude verso un destino che non conosci… La malattia cambia continuamente aspetto ed intensità. Tu sei da solo in ospedale con la mascherina, e quando chiami o video chiami casa non puoi far vedere quanto sei spaventato ai tuoi parenti».

Il monito per tutti è quello di prestare la massima attenzione: «Io non so dove e come mi sono contagiato. Forse in vacanza in Liguria o chissà dove. Ma mi sento il primo ad aver tenuto la guardia più bassa in questo periodo estivo che tutti vorrebbero fosse all’insegna del maggior divertimento e relax, rispetto agli altri mesi dell’anno. Ma serve assolutamente prestare la massima attenzione e non mollare. Perché se si prende, questa malattia fa davvero male. Io sono sempre stato attivo sportivamente e credo che essere in forma e mangiare correttamente aiuti a vincere la malattia. Così come aver avuto già in corpo una dose di vaccino credo mi abbia aiutato a superare i momenti critici. Ora la stanchezza è tanta ed il percorso per riprendermi fisicamente credo sarà lungo. Tra i medicinali da assumete c’è il cortisone ma anche una cura che solitamente serve per contrastare il Virus Ebola. Aiuta sia a negativizzarti che ad eliminare gli effetti della polmonite».

Andrea Monti vorrebbe che tutti capissero quanto si può soffrire col coronavirus: «Può farti male a 15 anni come a 40. Ma le cure e le sofferenze che ho passato io che sono integro fisicamente non credo possano essere così facilmente sopportate da persone con 70 e più anni. Bisogna stare massimamente attento anche per difendere i nostri anziani dunque: perché la sofferenza è tanta se ti prende il virus. Sia che uno sia pro vax che contro i vaccini. Io ora posso aggiungere: credo che la prima dose di vaccino mi abbia aiutato ad uscirne. Sono anche certo che continuare a prestare la massima attenzione valga per tutti indistintamente».

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