Covid: ancora una vittima, appello del sindaco per i vaccini

C’è una nuova vittima cesenate nella pandemia da coronavirus. Ancora non è stato riportato nei conteggi ufficiali che quotidianamente vengono diramati da Ausl e Regione. Si tratta di un uomo di 75 anni, gravato da altre patologie che lo avevano condotto al ricovero all’ospedale di Forlì. Nell’ultimo periodo era anche stato contagiato dal virus, che alla fine ne ha fiaccato le resistenze. Il suo funerale sarà celebrato martedì prossimo. Gli 86 contagiati di ieri, questi ìi finiti nei numeri ufficiali del cesenate diramati a tema pandemia, sono 41 femmine e 45 maschi. Di questi 43 sono persone che vivono vicine a soggetti già ammalati e che per questo sono stati sottoposti a tampone risultato poi positivo. Si tratta per lo più di contagi avvenuti in ambito intrafamiliare.

Due le positività derivanti da test sierologico ed una da screening eseguito tra le categorie lavorative a maggior rischio di contagio.

Le persone dichiarate ieri guarite sono state 150.

Appello del sindaco

Ieri, non accadeva da inizio anno, il sindaco Enzo Lattuca è tornato in diretta su internet per parlare di pandemia. Lo ha fatto principalmente per lanciare un preciso appello. Ad agevolare in ogni maniera possibile le vaccinazioni per gli anziani che partiranno (con le prenotazioni) dalla giornata di domani.

«I vaccini sono qualcosa di poderoso a nostra disposizione nella lotta al virus – ha spiegato – e quello che sta per iniziare e che si sta organizzando è una fase che sarà chiave di volta per difendere la parte più debole della nostra popolazione: che sono gli anziani».

Attualmente a Cesena per colpa del Covid-19 ci sono 90 persone ricoverate in ospedale. Alcune delle quali in Rianimazione.

«Negli ultimi due giorni abbiamo avuto una crescita dei contagi rispetto ai 50/60 quotidiani nel cesenate a cui eravamo abituati prima. È il segnale che bisogna continuare ad essere attenti e prudenti per cercare anche di non tornare da zona gialla a zona arancione: cosa che non mi sento di escludere che possa in futuro accadere. Basta guardare cosa è successo in Toscana. Tornata arancione ora quando in gennaio rispetto a noi sembrava avere una situazione ideale sotto il profilo della riduzione dei contagi».

Per smorzare la pandemia la ricetta del sindaco è chiara.

«Serve vaccinarsi velocemente e in tanti. Perché quanto prima si proteggono gli ultra 80enni, che sono tra le persone più deboli di fronte a questo virus, quando prima potremmo pian piano tornare vicini a una quasi normalità: riducendo ricoveri e malati ben prima di arrivare a stroncare del tutto il virus».

L’efficacia dei vaccini viene acclarata così dal sindaco: «A dicembre avevano costantemente un centinaio di operatori sanitari fermi a causa del coronavirus che li aveva attanagliati. Si sono vaccinati ed ora i casi di contagio tra queste categorie professionali si sono ridotti al lumicino. Dobbiamo fare la stessa cosa con i nostri anziani».

L’appello è a figli e nipoti: «Accompagnate i vostri genitori i vostri zii ed i vostri nonni che potrebbero essere in difficoltà a fare il vaccino. Chi non può spostarsi può usufruire anche di servizi gratuiti di trasporto.

Da lunedì tutti i nati dal 1936 e prima possono già prendere appuntamento chiamando il Cup al numero 800002255. Dal 1° marzo anche gli over 80 (dal 1941 al 1937) porranno fare lo stesso.

L’appuntamento lo si può prendere anche tramite le farmacie. Ma figli e nipoti per i loro nonni possono anche prenotarlo sul web tramite le cartelle elettroniche o il cupweb. Aiutateli a prenotare, accompagnateli e compilate per loro la scheda tecnica».

Ieri sono stati consegnati altri vaccini Moderna a Pievesestina. A marzo arriverà anche il monodose della Johnson.

«L’Ausl è organizzata per erogare in Romagna tra i 10 mila ed i 35 mila vaccini al giorno. Un quinto dei quali possono essere fatti nel cesenate. Finora su oltre 10.000 vaccinati (come riferito dal Corriere, ndr) c’è stato un solo caso di lievissima reazione allergica. Non si abbiano timori sull’efficacia dei vaccini per riuscire presto a salvaguardare i più deboli e con loro tutti noi».

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