Covid a scuola, anche l’esercito per il tracciamento

Anche l’Esercito sarà coinvolto nel tracciamento dei casi positivi in Emilia-Romagna, soprattutto quelli nelle scuole, per «scongiurare il più possibile la didattica a distanza».

Ad annunciarlo è l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, ieri mattina a Bologna a margine dell’inaugurazione del nuovo hub vaccinale in Fiera. «Esiste un protocollo condiviso da qualche mese tra Governo e Regioni – ricorda Donini – che è teso a mantenere il più possibile gli studenti a scuola e a diminuire il più possibile la Dad. Per farlo serve però un tracciamento efficace, veloce e puntuale, oltre a un rispetto rigoroso dei protocolli di sicurezza nelle scuole». Quel protocollo, continua Donini, fu attivato «quando l’incidenza sulla popolazione scolastica era di 50 casi su 100.000 persone. Quando ci siamo trovati a livello nazionale con un’incidenza dieci volte tanto alcune Regioni, come Friuli e Veneto, hanno chiesto di rivedere i protocolli». In un primo momento, rimarca l’assessore, «il Governo aveva individuato una modalità che abbiamo chiesto da subito di riconsiderare, perché portava alla didattica a distanza». A quel punto il Governo, insieme all’autorità commissariale, ha deciso di «mettere in campo l’Esercito. Ci è sembrata un’idea molto buona – afferma Donini – li abbiamo incontrati ieri e abbiamo già ricevuto una disponibilità, ancora da quantificare in termini di risorse, per far sì che il tracciamento e la tempestiva ricognizione sui contatti dei casi possa vedere anche la partecipazione dell’Esercito e delle forze della struttura commissariale».

In poche parole, garantisce l’assessore, «siamo tutti impegnati a scongiurare al massimo la Dad, ma le forze in campo non sono infinite e dipende anche dell’incidenza del virus. Aumentando a dismisura i casi in età scolastica, abbiamo anche situazioni con 800 positivi su 100.000 abitanti, aumentano molto anche i carichi di lavoro sui dipartimenti di sanità pubblica. E non essendoci forze infinite, abbiamo chiesto all’Esercito di darci una mano- ribadisce Donini- l’intenzione c’è e nei prossimi giorni conteremo anche su questa risorsa per mantenere il più possibile gli studenti a scuola».

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