Cottarelli: “Non lamentamoci dei politici che abbiamo eletto perché dicevano le cose che ci piaceva sentire”

SERENA DELLAMORE

«Una rinascita economica e sociale del Paese può avvenire solo a partire da un rinnovamento personale. Non possiamo passare il tempo a lamentarci dei politici che abbiamo eletto perché dicevano le cose che ci piaceva sentire. L’Italia “ce la farà” se ci si crede, se ci si dà da fare. Dipende da noi».

Così l’economista di fama mondiale Carlo Cottarelli (in un incontro organizzato da Rete Pmi Romagna) in collegamento giovedì pomeriggio da Washington per presentare il suo nuovo libro, edito da Feltrinelli, “All’inferno e ritorno”, nel’incontro organizzato online da Rete Pmi Romagna, cioè le piccole e medie industrie.
Diverse le domande su quali scenari futuri si prospettano per l’Italia all’uscita dalla pandemia. Nel testo Cottarelli suggerisce l’uguaglianza di possibilità, ossia di opportunità per ciascuno di poter studiare, accedere al diritto di cura, di avere giustizia e di realizzare pienamente la propria persona, come principio su cui fondare la società italiana per uscire dalla crisi del Covid «non però ritornando all’Italia del 2019, che aveva concluso il peggior ventennio della storia economica del nostro paese».

Il libro è quasi un programma politico «per chiarire a me stesso quali capisaldi servono per un’organizzazione della società e guidare l’agenda politica futura. Negli ultimi anni la politica ha avuto una visione troppo di breve termine e poco agganciata agli ideali». Di qui i concetti che secondo Cottarelli sono necessari per veri cambiamenti: l’uguaglianza di possibilità «in cui tutti hanno la possibilità di realizzare i propri sogni e dove lo Stato ha il compito di dare quest’opportunità ma non di garantirla come un diritto; l’uguaglianza di possibilità è fondamentale poi per un senso di giustizia sociale e di efficienza economica ed una volta dato spazio a quest’uguaglianza di deve premiare il merito, pur moderandolo con un principio di solidarietà e ridistribuzione, anche per evitare tensioni sociali. Uno Stato che garantisce tutto a tutti è utopico in questo momento». M

a come questo principio può aiutare le imprese? «Vivere in un’economia dinamica e che cresce, effetto di una società basata sull’uguaglianza di possibilità, è utile per tutti, diversa da quella sperimentata nei 20 anni prima del Covid. Una piccola e media impresa che ha delle idee deve trovare le risorse per svilupparle, delle fonti per finanziarle e una burocrazia che funziona, snella. C’è poi la necessità di una concorrenza che evita che si creino dei monopoli. Si deve imparare ad accettare la concorrenza». Cottarelli ha poi parlato di come ci sia bisogno di un taglio delle tasse permanente «mentre ad oggi sono state fatte solo proposte a breve termine. Bisogna ridurre l’evasione fiscale, ridurre la spesa rispetto al Pil e anche aumentare l’imposta di successione».
Infine Cottarelli ha commentato la forte ripersa dell’economia mondiale e l’aumento vertiginosi dei prezzi delle materie materie, che sta causando non poche difficoltà alle imprese, come ha ricordato nel suo intervento il cesenate Luca Bettini, presidente di rete Pmi Romagna. «Il commercio internazionale – ha detto Cottarelli – ha ripreso velocemente e alcuni settori hanno anche superato il livello di produzione del 2019. La domanda fa aumentare i prezzi e non so se questa situazione durerà o meno».

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