Cotignola, paraplegica dopo intervento: 5 medici indagati

Operata per tre volte per risolvere un problema alla spina dorsale, dall’ottobre 2020 ha smesso di camminare. E’ rimasta paraplegica, e ora cinque medici sono stati indagati per lesioni colpose gravissime. Sulle responsabilità e sulla correttezza dell’intervento svolto su una donna di 67 anni originaria di Foggia ora dovranno esprimersi i periti nominati dal giudice per le indagini preliminari Corrado Schiaretti e i consulenti scelti dalle difese dei dottori sotto inchiesta.

Un pool di esperti

La vicenda processuale è legata alla storia clinica della parte offesa, assistita dall’avvocato Antonio Ennio Andronico del foro di Bergamo. La signora era già stata sottoposta nel 2012 a due interventi chirurgici alla schiena per stabilizzare la colonna vertebrale applicando una duplice barra tra le vertebre. Nel 2016 era stato necessario un nuovo intervento dello stesso tipo. Tuttavia con il passare degli anni i problemi si erano riacutizzati. Non solo, le strutture installate chirurgicamente si erano rotte, rendendo necessario operare nuovamente. Così il 16 settembre, e successivamente anche il 19 e il 21 ottobre, era tornata in sala operatoria al Maria Cecilia Hospital. L’esito, tuttavia, non è stato quello sperato. La frattura delle vertebre e la compressione midollare le ha provocato una paraplegia completa. Secondo l’accusa, la responsabilità sarebbe dell’ «imprudenza, negligenza e imperizia» dei medici della casa di cura, che si sono succeduti nell’operarla.

Sono assistiti dagli avvocati Ermanno Cicognani, Giovanni Scudellari, Antonio Primiani, Lorenzo Valgimigli, Francesco Pisciotti, Dario Zauli e Lorenzo Marangoni, che ieri hanno nominato i propri consulenti di parte, nel corso dell’incidente probatorio. Le parti si sono prese 30 giorni di tempo per consegnare le rispettive relazioni. FED.S.

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