Cos’è la malattia di Crohn, che colpisce adulti e bambini

Può comparire in maniera subdola, con qualche fastidio, o sembrare lo strascico di una banale influenza intestinale: si tratta della malattia di Crohn, che solo a Ravenna conta circa 500 pazienti seguiti da un ambulatorio dedicato. «La malattia di Crohn fa parte delle malattie infiammatorie croniche intestinali insieme alla colite ulcerosa – spiega il dottor Alessandro Mussetto, direttore facente funzione di Gastroenterologia dell’ospedale Santa Maria delle Croci – ed entrambe hanno una patogenesi non del tutto chiara». Sembra che a esserne particolarmente implicato sia il sistema immunitario. «Ultimamente c’è molta enfasi sul microbiota intestinale – continua Mussetto – che rappresenta il nostro secondo cervello. Un altro fattore rilevante che può contribuire al riacutizzarsi della malattia è uno scorretto stile di vita, ma le cause sono multifattoriali e alcune rimangono ancora sconosciute».

Maschi o femmine, adulti o bambini, la malattia di Crohn colpisce in maniera indiscriminata. «Il picco di incidenza si manifesta nei giovani adulti, in una fascia d’età compresa tra i 18 e i 30/35 anni, ma può esordire sia in tarda età che in età pediatrica e nella stessa misura in entrambi i sessi».

I sintomi possono essere evidenti o sfumati. «La malattia può coinvolgere qualsiasi distretto gastrointestinale, in particolar modo l’ileo, il colon, il retto e l’ano. Le manifestazioni cliniche prevalenti sono dolore addominale, diarrea, nausea, vomito, ma i sintomi possono essere meno evidenti come una leggera febbricola. Spesso, si possono presentare anche sintomi extraintestinali; la malattia può interessare altri distretti e presentarsi con disturbi alle articolazioni come artropatie, o con problemi di pelle come particolari forme di eritemi. Addirittura la sintomatologia può coinvolgere gli occhi sotto forma di uveiti».

Quando la malattia di Crohn riguarda i bambini si potrebbe andare incontro a problemi nella crescita. «Il malassorbimento è uno dei problemi maggiori che si manifesta in età pediatrica. Si verificano in particolar modo ipocalcemia e ipovitaminosi, carenze che nei bambini possono provocare importanti ritardi nello sviluppo».

Proprio a causa del malassorbimento, la malattia di Crohn può essere confusa con la celiachia. «Si procede a fare la diagnosi differenziale attraverso degli esami del sangue che, nel caso della celiachia, evidenziano un’attivazione di anticorpi specifici che non sono presenti invece nel Crohn».

Si tratta di una malattia cronica. «Nel decorso della malattia si alternano momenti di remissione (stabilità clinica o addirittura assenza di sintomi) e momenti di riacutizzazione che vengono modulati e tenuti sotto controllo dalle terapie che diventano sempre più efficaci».

L’obiettivo delle terapie non è curare, ma mantenere il paziente asintomatico in fase di stabilità clinica. «Si tratta di farmaci immunomodulanti che agiscono sul sistema immunitario. Relativamente di recente sono state messe a punto terapie biologiche che mirano a stoppare il processo infiammatorio dirigendosi verso alcune molecole in particolare. Tutte le terapie stanno diventando di tipo domiciliare e sempre meno ospedaliere, effettuate in day hospital». Nei casi più gravi si ricorre alla chirurgia. «Quando l’infiammazione è troppo avanzata o la zona da trattare si è molto ristretta, si può procedere con l’asportazione della parte interessata. Ma se la malattia è lieve o moderata, situazione in cui stazionano la maggior parte dei pazienti, si predilige il trattamento farmacologico».

Grazie ai trattamenti sempre più efficaci e facili da somministrare, la malattia, quando è sotto controllo, non ha un impatto invalidante sulla quotidianità del paziente: i pazienti possono continuare la loro abituale attività lavorativa, possono fare sport, le donne possono affrontare una gravidanza. «È una malattia molto particolare e comunicare la diagnosi è una fase delicata, perché, sebbene possa rimanere silente addirittura per anni, richiede comunque controlli costanti e l’assunzione di terapia per lunghi periodi».

A volte colpisce i bambini. «A Ravenna esiste un Ambulatorio di transizione per l’età pediatrica, in quanto l’ipotesi della malattia viene fatta dal pediatra e insieme facciamo la diagnosi, prima che il bambino venga preso in carico da noi. Per la diagnosi si ricorre a esami di laboratorio, radiologici ed endoscopici. Quando si riceve diagnosi di questa malattia è necessario un cambiamento nello stile di vita, per esempio si dovrebbe assolutamente smettere di fumare e in generale prestare attenzione alla dieta alimentare che dovrebbe essere a basso contenuto di scorie e grassi nella fase di attività della malattia. Cambiamenti che possono essere “salvifici” indipendentemente dalla malattia di Crohn».

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