Cosa sono i sistemi NAS e come evitare di perdere i dati

Perdere i dati è un’evenienza spiacevole, ma molto più comune di quanto pensi. Le cause della perdita possono essere diverse, dall’impossibilità di accedere ai file bloccati da virus, a rimozione inconsapevole e involontaria di determinati dati, fino a degli errori del sistema.

Per fortuna esistono dei metodi per recuperare i dati dai sistemi di tipo NAS, indipendentemente dal motivo per cui siano stati persi. Vediamo di seguito alcuni pratici consigli per non perderli!

Cosa sono i NAS

Un NAS il cui acronimo sta per Network Attached Storage, è un dispositivo di archiviazione grazie al quale è possibile conservare dati di diversa natura (foto, video, musica, documenti). Ciò che li rende popolari e diffusi, è il file sharing grazie al quale è possibile condividere in maniera semplice e sicura i file, tra diversi computer sia in ambito aziendale sia in ambito domestico con parenti, amici o colleghi.

Generalmente, i NAS sono dei mini-server che vengono associati a un sistema Linux, installato in una pre-partizione dell’hard disk con sistema RAID 1. Questa tecnologia il cui acronimo sta per Reduntant Array of Inexpensive Disks, ovvero insieme ridondante di dischi indipendenti, significa che i diversi hard disk di un computer sono utilizzabili come se fossero un unico volume di archiviazione.

La grande diffusione dei NAS è data da diversi vantaggi: semplicità e praticità di utilizzo, convenienza e funzionalità.

Talvolta però questi punti di forza, possono trasformarsi in debolezza, perché è molto semplice perdere i dati. La facilità di accesso a questi file, non protetti da password o da autorizzazioni, fa si che sia possibile rimuovere per sbaglio dati.

Vediamo di seguito perché si cade facilmente in questa trappola.

Perdita dei dati da NAS: le cause

Tra le principali cause principali di perdita dei dati NAS ci sono:

  • Errore umano: dovuto alla rimozione di dati involontaria. Questa è una tra le cause più comuni di perdita dei dati da server NAS/sistemi RAID. Può infatti capitare di perdere file durante la formattazione, reinstallazione, cancellazione o sovrascrittura di un volume.
  • Sbalzi di tensione: i sistemi NAS si possono danneggiare a causa di mancanza improvvisa di corrente, sbalzi di tensione o sovraccarico;
  • Surriscaldamento: può capitare di danneggiare il pc a causa del riscaldamento, se tenuto in una postazione errata;
  • Danni meccanici: può verificarsi il caso di guasto ad un disco del NAS/RAID. Tuttavia, i dischi rimanenti sono progettati per compensare quello difettoso. Il problema su più unità invece, ne comprometterebbe l’intera accessibilità;
  • Disastri naturali: si può verificare un danno da incendio, acqua o inquinamento con sostanze dannose al computer. In questo caso è opportuno consegnare il dispositivo nelle mani di esperti che dovranno prima accettarsi di ripulire l’esterno, per poi andare a prelevare i dati senza contaminazioni;
  • Blocco dei file: dovuto ad un attacco esterno di un virus o malware (per approfondire vedere anche: attacchi ransomware: cosa sono e come difendersi).

Dalle cause citate, emerge infatti come i NAS presentino forti problemi a livello di sistema. Tuttavia, è possibile migliorare la sicurezza dei dati applicando dei semplici accorgimenti e best practice.

Il recupero dati da NAS

L’operazione di recupero dati non è impossibile, ma delicata. Richiede infatti la competenza di esperti e tecnici informatici che sappiano come eseguire determinate procedure per ottenere il ripristino dei dati. Prima di procedere al recupero, bisogna indagare se il problema è fisico o di sistema.

Se il problema è fisico, si potrà tranquillamente accedere ai file anche nel caso in cui gli hard disk sui quali sono contenuti siano danneggiati o poco funzionanti.
Se il problema è invece di tipo logico, si può risolvere con dei software specifici, che consentono di recuperare i dati con una riuscita quasi sempre del 100%.

Come ridurre il rischio di perdita dati da dispositivi NAS

  • Controllare chi può accedere: chiarire chi può accedere alla rete, è una buona regola per ridurre i rischi ed evitare che qualche utente non abilitato cancelli dati preziosi di un altro dipendente;
  • Eseguire backup periodici: per proteggere i nostri dati, una buona prassi è quella di creare backup automatici ed eseguirli in maniera periodica, su hard disk esterni, su altri supporti di storage o su più media, in modo da averli sempre disponibili;
  • Acquistare dispositivi adeguati: procedere all’acquisto di un dispositivo dalle basse funzionalità, può essere un errore da ripagare con i dovuti interessi. Infatti, è importante fare acquisti ragionati, valutando le performance. Le unità più adatte sono quelle certificate per il funzionamento continuo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, tempi di accesso rapidi e cache di grandi dimensioni. Mentre nell’acquisto di più hard disk, sarebbe opportuno controllare che provengano da lotti diversi, per evitare che lo stesso problema di funzionamento sia presente in tutti gli altri dispositivi;
  • Non cedere al “fai da te”: in caso di emergenza, non lasciarti prendere dalla fretta di risolvere tempestivamente il problema. Affidati a degli esperti di recupero dati, che provvederanno ad attuare le misure di salvataggio necessarie col fine di evitare di generare altri errori. In questi casi è sconsigliato effettuare tentativi di recupero dati fai da te perché questo potrebbe rendere i dati irrecuperabili, anche per esperti professionisti.

In conclusione, nel caso di perdita dati, non agire d’impulso! Prima di procedere all’azione, cerca sempre di scoprirne prima la causa con l’ausilio di un esperto del settore.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui