Cosa fare per tenere sotto controllo gli attacchi di panico prima che la situazione degeneri

Il cuore che batte a mille, una sudorazione accentuata, capogiri e la respirazione che si fa sempre più difficile. Un attacco di panico è quasi sempre un evento che prende alla sprovvista, che lascia impotenti e che non lascia troppi spazi di reazione. Ci sono casi in cui un attacco resta episodico e non andrà quindi più a ripetersi, mentre in altri casi se ne potranno registrare con cadenza regolare e in occasioni o in luoghi specifici. Anche la durata può variare e nei casi peggiori si può tranquillamente arrivare a superare i venti minuti, con un impatto per il soggetto sicuramente pesante anche a livello fisico. Proprio per evitare che questo tipo di eventi vada a condizionare la vita quotidiana e a portare strascichi a livello psicologico, rivolgersi a uno specialista è importante. Ormai non è neppure più necessario effettuare delle sedute di persona presso lo studio di uno psicoterapeuta: attraverso il sito di Serenis è possibile ottenere un’assistenza professionale come quella tradizionale, ma attraverso lo schermo del proprio computer e comodamente da un ambiente familiare. Un modo per abbattere gli ostacoli che spesso non consentono a chi soffre di ansia di tornare a vivere in maniera serena e di ritrovare il benessere.
Non esistono purtroppo cure magiche per controllare i sintomi degli attacchi di panico, ma è però possibile renderli meno severi e impattanti. Occorrerà ovviamente seguire delle strategie specifiche da far proprie col passare del tempo. Eccone alcune.

Una via d’uscita per iscritto

Un attacco di panico comporta la nascita o il ritorno di pensieri che tendono a far peggiorare il quadro tipico di questi eventi. Un primo modo per controbattere efficacemente a questo paradigma è quello di avere sempre a portata di mano qualcosa di scritto contenente pensieri positivi da usare nei momenti più difficili e che possano richiamare quei frangenti contrassegnati da calma e serenità in cui gli stessi sono stati messi nero su bianco. Un modo pratico per tenerli sempre con sé è quello di lasciarli sempre all’interno della borsa o del portafogli. Un’ancora di salvezza da sfruttare ogni qualvolta i primi sintomi e il disagio tornano a farsi vivi, e che permettono in un certo modo di sentirsi in grado di controllare pensieri e reazioni. Un primo passo per trovare il giusto equilibrio e la fiducia nelle proprie capacità di reagire alle avversità.

Il benessere passa dalla respirazione 

Il modo in cui respiriamo influenza anche il nostro stato mentale ed è per questo che l’intensità attraverso la quale facciamo arrivare l’aria al nostro organismo può essere importante per la gestione degli attacchi di panico. Durante questi eventi il respiro tende ad aumentare in maniera decisa generando una reazione di tipo neuronale di attacco o fuga che si manifesta in risposta a un evento percepito come pericoloso per la propria incolumità o dei propri cari. Per questo motivo cercare di gestire il più possibile la respirazione, facendola rallentare, aiuta ad uscire da questo tipo di modalità.
Per riuscirci, come prima cosa è necessario trovare un posto tranquillo e non affollato in cui sedersi. Basterà a quel punto procedere in questo modo: piazzare una mano sulla pancia e una sul petto e iniziare a respirare profondamente attraverso il naso, espirando dalla bocca. Il ritmo è assolutamente personale, ma più è lento e controllato, più aiuterà ad uscire dallo stato di pericolo. Durante la respirazione l’unica mano che dovrebbe muoversi è quella posizionata sulla pancia, mentre quella sul petto dovrebbe rimanere ferma. Questa operazione dev’essere ripetuta più volte sino a quando non ci si sente più tranquilli e calmi.

Una distrazione per fuggire dalle difficoltà

Trovare un diversivo, una distrazione può essere d’aiuto quando l’ansia torna a farsi sentire. Si può ascoltare della musica, portare a spasso il proprio cane, dialogare con qualcuno al telefono, cantare o ballare. Qualsiasi attività può andare bene, basta che riesca a non farci concentrare troppo sui pensieri negativi.

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