Cosa combinerà Dovizioso al suo rientro in pista? Le prove del sabato ci aiuteranno a scoprirlo

Andrea Dovizioso ritrova una MotoGP cambiata e lo scoglio della Q1-Q2. Il forlivese riprenderà dal Misano World Circuit dopo tantissimi mesi di pausa, cosa possiamo aspettarci? Sarà impegnativo per lui entrare nei primi 10: se ci riuscisse sarebbe già un successo. Nel 2020 fece 14 gare, centrando una vittoria e un terzo posto, come miglior risultati entrambi nelle prime cinque gare, poi 135 punti che gli sono valsi il 4° assoluto. Nella seconda parte della stagione troviamo un 4° come miglior piazzamento, un 6°, un 7°, due 8° e un 13°.

A rallentare la sua corsa (aveva centrato ben altri risultati nei tre campionati precedenti) tre fattori diversi: il divorzio in casa Ducati, la maggior competitività di tanti rivali e le enormi difficoltà a approdare direttamente alla Q2. Anche il passaggio dalla Q1 non era sempre facile. Ora Andrea avrà una M1 in configurazione B. E’ una moto che lo scorso anno ha portato Franco Morbidelli a centrare tre vittorie e ad essere vice campione, a quota 158, con 23 punti in più di Andrea. Ma il mezzo non è più lo stesso, anzi è forse… “troppo lo stesso”. Nel senso che tutti i marchi, Ducati, Honda, Suzuki, Ktm, Aprilia e Yamaha compresa, hanno sviluppato i rispettivi mezzi ufficiali scavando un solco. Lo stesso “Morbido”, seppur combattendo con i problemi fisici legati ad un ginocchio che non andava (quello poi operato ai legamenti con allontamento di oltre due mesi dalle gare (l’ultima gara di Franco è stata il gp di Germania chiuso al 18°), aveva ottenuto risultati inferiori all’anno precedente. In 8 gare per lui un 3°, un 4°, un 9°, e poi un 12° due 16° e due 18°. Questi sono i risultati con cui dovremo confrontare le prestazioni di Dovi, non dimenticando che piloti e team ufficiali hanno ulteriormente allenato se stessi e sviluppato i propri pacchetti tecnici in questo periodo.

Lo stesso Cal Crutchlow, che è un pilota della generazione del Dovi, che si è ritirato a fine 2020 per fare il collaudatore Yamaha, ha corso due gare con la M1 di Morbidelli in Austria e ha chiuso due volte 17°. L’inglese ha ottenuto lo stesso risultato anche con la M1 ufficiale in Inghilterra, nel gp casalingo a Silverstone. Insomma Andrea non avrà uno dei mezzi migliori del lotto, probabilmente lo sovrastano le Ducati ufficiali di Zarco, Miller e Bagnaia, le Honda ufficiali di Marc Marquez e Pol Espargaro, le M1 di Quartararo, Morbidelli e Valentino Rossi, le Suzuki di Mir e Rins, l’Aprilia di Aleix Espargaro e le Ktm di Brad Binder e Miguel Oliveira. Gli altri clienti avranno una marcia già ben rodata: gente come Jorge Martin o Enea Bastianini potrebbe essere già un avversario difficile da raggiungere e battere. Ciò che hanno fatto Morbido e soprattutto Cal, fa pensare che il rientro sarà tutto in salita.

Dovi è un pilota forte, che però ha già dimostrato lo scorso anno di soffrire il sabato. In queste 5 gare vedremo che cosa può ottenere, soprattuto nel migliorarsi nelle qualifiche o nella gestione di una gara, con gli pneumatici nuovi realizzati da Michelin. Un ingresso nei primi 10 all’esordio, in gara, sarebbe già un traguardo buono, come una qualifica attorno al 14° posto. Già a fine stagione, secondo alcuni, dovrebbe ricevere una M1 ufficiale, per poi preparare un 2022 da caccia al numero 1, se sarà ancora in grado di lottare con questi giovani ed agguerriti talenti che si stanno affermando in MotoGp.

Matteo Miserocchi

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