RIMINI. Non gli piace il Parco eolico ed è contrario perché fra piloni e piattaforme non vorrebbe mai che il mare Adriatico si trasformasse in una “foresta”. È la posizione di Andrea Corsini, assessore regionale al turismo, a proposito dell’impianto previsto al largo della costa tra Bellaria e Cattolica.

C’è chi dice no
Ha molti dubbi, l’assessore Corsini. Parlando di Parco eolico si definisce «perplesso» che è poi un modo più elegante per manifestare la propria contrarietà. «Sono molto perplesso – commenta – perché l’Adriatico è un mare né troppo profondo né ampio, lo chiamano per questo il lago».
In ogni caso. «Sono favorevole alle energie rinnovabili, anche se poi bisogna vedere se le pale eoliche» rappresentino l’ultima frontiera, perché «mi risulta che nel Nord Europa siano state superate».
La questione ambientale non è secondaria. «Sono contrario a stravolgere il paesaggio dell’Adriatico in maniera irreversibile, abbiamo già i pozzi per le estrazioni metanifere. Non vorrei che l’Adriatico più che un mare diventasse una foresta».
L’assessore fornisce una possibile alternativa. «Utilizzare le piattaforme una volta dismesse per investire sulle energie rinnovabili, oltre che sul turismo, per me è un sogno realizzabile, trasformare le piattaforme in isole turistiche».

Gli ambientalisti
Le associazioni ambientaliste ieri hanno firmato un documento in cui mettono in fila alcune questioni, a proposito del parco eolico: dnA Rimini, Fondazione Cetacea, Legambiente Valmarecchia, L’Umana Dimora Rimini, Wwf Rimini. Al di là di una serie di quesiti tecnici, viene chiesto di valutare le ripercussioni turistiche. «Un impatto eccessivo sarebbe in contrapposizione con la presenza di centinaia di migliaia di turisti che vengono nelle nostre località per la spiaggia e il mare, non certo per avere un vicino orizzonte sul quale incombe la presenza di un impianto industriale».
Alla Provincia e ai Comuni coinvolti viene chiesto se l’eventuale realizzazione è «inserita in un progetto strategico sull’uso e il consumo energetico del territorio». Prima di «pensare alla costruzione di nuovi impianti, sarebbe meglio darsi obiettivi di risparmio energetico».

Gli industriali
Ben vengano «tutti i progetti e le grandi iniziative, ma occorre anche guardare alle cose fattibili, da domani». Il presidente di Confindustria Romagna, Paolo Maggioli, si sofferma anche sui progetti del Parco eolico e del centro di stoccaggio di Co2 a Ravenna annunciato dal premier Giuseppe Conte. Si tratta di iniziative «corpose – argomenta – che presuppongono investimenti importanti, di territorio e di sistema» e che «potrebbero lasciare un segno importante», anche dal punto di vista del supporto alle energie rinnovabili. A conferma che il «tema della transizione è molto sentito». Ma Ravenna vive un momento difficile per il blocco delle estrazioni, attuato in «maniera incomprensibile» da oltre due anni. Nel distretto ravennate, prosegue Maggioli, ci sono «aziende e competenze uniche, speriamo ci sia una presa di coscienza e si elimini il mortificante blocco delle estrazioni di gas naturale, il tema è risolvibile da domani».

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