Corsini, assessore al Turismo: “Torneremo ai numeri pre covid”

L’incognita della Bolkestein ancora non del tutto risolta, l’Europa in guerra che di fatto elimina i voli verso Ucraina e Russia. E poi l’inflazione che pesa sul potere d’acquisto degli italiani e due anni di pandemia come zavorra strutturale. Condizioni di partenza peggiori per il turismo balneare regionale non potevano esserci, eppure i numeri delle presenze di questo 2022 potrebbero persino avvicinarsi al 2019 (ultimo anno pre covid) confermando che il bistrattato modello romagnolo continua a piacere e a funzionare.

Ostenta dunque un moderato ottimismo l’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini che nella prima vera domenica di “estate” osserva le spiagge da Rimini a Ravenna riempirsi soprattutto di italiani.

«L’incognita delle concessioni – ammette Corsini – ovviamente pesa, ma stiamo facendo un lavoro che dovrebbe sfociare in un disegno di legge capace di tenere conto delle nostre osservazioni come Regione Emilia Romagna e di quelle delle associazioni di categoria. Il lavoro da fare in Parlamento è ancora lungo ma ben avviato. A questo si somma l’altra criticità stagionale; quella del personale che non si trova».

Ma nonostante tutto le stime sono tutt’altro che negative: «L’estate che si avvicina potrebbe toccare i numeri dell’era pre covid. Soprattutto grazie agli italiani, ma anche a un aumento dei tedeschi. che compenseranno in parte il mancato arrivo dei russi. Certo per quanto riguarda il mercato russo – spiega l’assessore – bisogna specificare che non contano solo le presenze, ma anche i consumi. I turisti russi, che non sono certo tutti oligarchi, hanno comunque una capacità d’acquisto notevole che non sarà del tutto compensata dai nuovi arrivi. E questo si sentirà soprattutto nel Riminese. Per quanto riguarda gli italiani siamo soddisfatti che il lavoro di fideLizzazione abbia portato i suoi risultati. Non dimentichiamoci che, a differenza del 2020 e del 2021, quest’anno i nostri connazionali avrebbero potuto prenotare anche all’estero, invece hanno preferito la Romagna».

Un successo per il tanto bistratto modello romagnolo, spesso al centro di critiche e di dibattiti su un suo presunto superamento.

«Beh – conclude Corsini – diciamo che le critiche spesso vengono soprattutto da noi stessi. Perché poi fuori dalla Romagna siamo ancora considerati un esempio da imitare. Ma al di là delle opinioni ci sono i fatti, e nel settore balneare anche quest’anno consolidiamo il nostro primato nazionale. Eravamo e restiamo i leader».

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