Terme chiuse e turisti più che mai in cerca del benessere. Lo fa presente Federterme, che giudica «assurdo» tenere chiusi i centri termali. Quello di Cervia è all’avanguardia ma, anche in questo caso, il Decreto del 17 maggio lo «penalizza in modo gravissimo».«Un provvedimento inspiegabile – protesta il direttore Aldo Ferruzzi -, se si considera che le Terme sono un presidio sanitario, a differenza dei centri estetici e delle piscine ordinarie. Questi ultimi sono stati autorizzati alla apertura e non hanno alcuna tutela sanitaria».
La stagione normale sarebbe dovuta iniziare il 2 maggio, ma a causa del Coronavirus è slittato tutto all’8 giugno, senza però trovare al momento una sponda da parte del Governo.
«Speriamo di riaprire ma non dipende da noi – denuncia Ferruzzi -. Infatti possiamo fare un’attività notevolmente ridotta, così non è possibile. Molti turisti ci stanno chiamando e non possiamo accontentarli. Eppure un mese fa avevamo presentato il protocollo, che non è stato preso in considerazione».
«Le cure termali contengono delle sostanze che tutelano la salute, innalzano le difese immunitarie e fanno prevenzione – conclude –. Abbiamo comunque già perso un mese su otto previsti, ma contiamo di prolungare la stagione con pacchetti specifici. Sarà una ulteriore offerta per Cervia, che dispone di grandi spazi, e una volta si chiamava stazione di cura, soggiorno e turismo. Bisogna guardare anche in prospettiva per rilanciare il suo posizionamento sul mercato».

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