CESENA. Bisogna mettere a disposizione spazi allestiti per rispondere non solo alle esigenze artistiche ma anche al dovere di rispettare i nuovi protocolli sanitari. E servono politiche a sostegno di quelle realtà che non accedono ai contributi Fus e ad altre misure previste dalle leggi regionali. Secondo Libero Cola, storico direttore artistico del “Vidia Club” di San Vittore e organizzatore di eventi con “Romagna Concerti”, sono questi i fronti su cui anche il Comune di Cesena potrebbe giocare un ruolo importante per sostenere un settore, quello dell’organizzazione di eventi e concerti, che sta duramente pagando le conseguenze dell’emergenza sanitaria in corso.
Annullati già tanti eventi
«L’ultima serata di attività la ricordo bene – racconta Cola – È stata sabato 22 febbraio. Avevamo una festa carnevale e uno o due giorni dopo è arrivata la notizia della chiusura. Sembrava una cosa di un paio di settimane, tanto che noi avevamo in cantiere la festa delle scuole in marzo, con tanti biglietti venduti in prevendita, e in un primo momento non la avevamo annullata. Invece non solo abbiamo dovuto cancellare quella festa e i biglietti già venduti ma anche la festa Random, le date di Punkreas e Calibro 35, due serate con i gruppi musicali locali. L’intero comparto è completamente fermo da più di tre mesi».

Libero Cola


Fissati i numeri per i concerti
Negli ultimi giorni si inizia a delineare all’orizzonte la ripartenza, ma non è bastato ad allentare le ansie.
«Il problema è che si naviga a vista – dice Cola – Alcuni giorni abbiamo qualche speranza in più, dei giorni qualche speranza in meno. Rispetto a una settimana fa, abbiamo delle indicazioni: ora sappiamo che al chiuso sono possibili eventi fino a un massimo di 200 persone e all’aperto 1.000, rigorosamente a sedere. Nulla si sa invece per i concerti in piedi ed è il motivo per cui i grandi promoter hanno deciso di cancellare tutto, mettendosi al riparo con la formula del voucher, che gli consente di non dover rimborsare i biglietti già venduti».
L’ostacolo delle bevande
Le ultime misure potrebbero rappresentare uno spiraglio di speranza per tornare a realizzare piccoli eventi, ma perché questo possa essere preso in considerazione andrebbe superato un limite attualmente previsto: il divieto di somministrare bevande e cibo.
«Anche la consigliera regionale Lia Montalti – riferisce Cola – ha chiesto in Regione di lavorare per correggere quella che è una regola che non riusciamo davvero a capire. Se non si supera questo limite, è davvero difficile immaginare come si possa ripartire. Gli eventi sulla sola biglietteria non si reggevano prima, figurarsi adesso».
Cachet e spazio eventi sicuro
Se questo ostacolo fosse superato, si potrebbe cominciare a ragionare su come “salvare” l’estate e qui, secondo Cola, l’amministrazione potrebbe giocare un ruolo importante: «Per la prima volta da quando faccio questa professione, le agenzie mi contattano per comunicare la disponibilità degli artisti a rivedere al ribasso i loro cachet per eventi più piccoli. Non credevo che l’avrei mai visto – scherza – ma ci serve aiuto. Siamo stati bravi, il contagio sta rallentando, che la gente ha voglia di tornare ad uscire, ci sono le premesse per fare un buon lavoro anche a Cesena. Se il Comune si facesse carico di allestire uno spazio adeguato dal punto di vista tecnico e dell’adempimento dei nuovi protocolli sanitari, aiuterebbe il settore a riprendere un’attività che comunque ancora a lungo non potrà tornare a pieno regime». Una proposta come questa potrebbe essere materia di un confronto allargato: «Credo sarebbe utile sedersi insieme al tavolo allargato a tutte le associazioni, ai soggetti dello spettacolo, del teatro e valutare cosa è possibile fare, attivare collaborazioni per la produzione di eventi».
«Servono sostegni»
Si potrebbe ragionare inoltre di forme di sostegno a quei soggetti che non hanno mai avuto accesso al Fus (il Fondo unico per lo spettacolo) o le forme di sostegno previste dalle leggi regionali 13 e 37 sullo spettacolo: «Realtà come la nostra hanno sempre fatto sole. Molti locali storici hanno attivato raccolte fondi dal basso per affrontare la difficoltà. Noi in questi giorni stiamo sostenendo quella dell’“Estragon” di Bologna, ma non escludiamo di mettere in piedi qualcosa di simile anche per il “Vidia”».

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