Coronavirus, in Romagna contratti per 200 infermieri

Coronavirus, in Romagna contratti per 200 infermieri
Sono 200 gli infermieri a cui è stato proposto un contratto

RAVENNA.Stremati. Gli infermieri e i medici che da giorni sono sul fronte dell’emergenza Coronavirus, anche a Ravenna, vivono una situazione di forte stress. In prima linea contro il Covid-19, finendo per essere anche i più esposti. Gli effetti si vedono in alcuni sfoghi online. Come quello di un’infermiera che lamentava una presunta disorganizzazione nei reparti dell’ospedale. Tra il personale sorgono anche dubbi sui criteri in cui vengono messi in quarantena i colleghi. Interpellata, l’Ausl assicura che tutti i protocolli del caso vengono rispettati e che al momento si è in grado, anche grazie allo sforzo dei dipendenti, di far fronte alla situazione.

Nuove assunzioni
Intanto ci si muove per i rinforzi. L’Ausl ha accelerato molto lo scorrimento delle graduatorie aziendali in vigore. Da inizio marzo ad oggi circa duecento infermieri su tutta la Romagna hanno ricevuto la chiamata per un contratto a tempo indeterminato. La graduatoria è figlia di un concorso del 2018 e le chiamate procedevano già spedite ma da quando è scoppiata l’emergenza la contingenza del momento ha portato ad un’accelerazione delle richieste di disponibilità. Dei circa tremila professionisti in graduatoria ne sono stati chiamati da aprile 2019 oggi circa un migliaio. Lo stesso vale per gli operatori socio sanitari (i cosiddetti Oss): ne sono stati contattati decine negli ultimi giorni.

Sul fronte dei medici, si sta valutando la possibilità – appena ufficializzata per decreto – di richiamare medici in pensione. Il commissario all’ emergenza Sergio Venturi ha confermato le assunzioni in previsione su tutta la Regione, così come l’azienda sanitaria romagnola in una nota pubblicata sul suo sito.

Parla il dg Marcello Tonini
La nota in questione è firmata dal direttore generale dell’azienda sanitaria, Marcello Tonini. Sono in arrivo – si legge – ulteriori dotazioni di respiratori per «fronteggiare le circostanze future». Nei principali ospedali di tutti gli ambiti territoriali «sono state potenziate al massimo le Terapie intensive ed i reparti di Malattie infettive per accogliere eventuali pazienti e sono state attrezzate apposite aree per ospitare, in sicurezza, pazienti meno critici». L’Ausl in contatto con le cliniche private per un eventuale integrazione del servizio. «Sono state messe in campo dunque tutte le risorse disponibili, materiali e umane, per fronteggiare la situazione, senza alcuna sottovalutazione. Ma fare allarmismi inutili, rischiando di diffondere il panico, è dannoso e pericoloso per tutti. Un comportamento nei confronti del quale l’azienda utilizzerà ogni azione legale a contrasto».

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