Il Coronavirus rischia di far crollare il turismo forlivese

FORLÌ. Un tavolo di confronto permanente con operatori del turismo, associazioni e soggetti istituzionali e privati del settore che, a partire da martedì si riunisca per definire «una strategia operativa trasversale che individui le problematiche e avanzi proposte percorribili da sottoporre all’attenzione di Regione e al ministero dei Beni, delle Attività culturali e del Turismo».

E’ questa la principale, ma non unica, proposta avanzata dall’assessora comunale Andrea Cintorino per contenere gli effetti recessivi che l’emergenza Coronavirus sta generando anche sul territorio cittadino in termini di presenze di visitatori e indotto economico.

Situazione preoccupante

Musei e teatri chiusi, fiere, manifestazioni sportive, spettacoli ed eventi sospesi stanno procurando un danno agli organizzatori degli stessi, ma più in generale agli operatori del settore culturale e turistico e all’economia cittadina. Per questa ragione, mercoledì l’assessore regionale al Turismo. Andrea Corsini, ha incontrato a Bologna gli amministratori locali al fine di valutare effetti dell’allarme epidemiologico sui territori e possibili contromisure. L’assessora forlivese ha dipinto un quadro preoccupante.

«Ho spiegato a Corsini che la psicosi da Coronavirus sta mettendo letteralmente in ginocchio il circuito ricettivo della nostra città – afferma -. Ci sono hotel che, a causa delle numerose disdette, hanno dovuto chiudere i battenti in via temporanea per contenere le spese a fronte di un incasso dimezzato se non addirittura azzerato. Non possiamo permetterci che questa situazione si protragga perché soffrono il turismo business, quello enogastronomico, quello culturale e religioso, con chiese, basiliche, musei e pinacoteche chiuse, e pure quello prettamente scolastico a causa della sospensione dei viaggi d’istruzione in Italia e all’estero».

Confronto con gli operatori

Alla luce di queste premesse, Forlì una sua scelta l’ha già assunta. «Ho deciso di convocare per martedì gli operatori turistici del nostro comune, per ascoltarli e condividere una strategia operativa. Le proposte le sottoporremo ad Andrea Corsini e al ministro Franceschini».

Alle istituzioni regionale e statale si chiede, però, anche altro.

Tassa di soggiorno

«Non si sottovalutino anche i mancati introiti del Comune – sospira Cintorino -. Nel 2019 abbiamo incassato della tassa di soggiorno 250mila euro che poi abbiamo reinvestito sul territorio, finanziando interventi in materia di turismo e attrattività locale. Se lo stato di crisi in termini di presenze e di arrivi nelle strutture ricettive nel forlivese dovesse perdurare, potremmo essere costretti a fare a meno di una quota considerevole del gettito di questa imposta e i nostri investimenti nel turismo ne risentirebbero in negativo. Alla Regione abbiamo chiesto di adottare un piano straordinario per il turismo emiliano-romagnolo». Con quali linee d’azione? «Due. Dotare operatori del settore di risorse e strumenti fiscali compensativi che controbilancino le perdite di indotto e ragionare coi Comuni, in termini apartitici, se nei bilanci dovessero generarsi discrasie legate all’imposta turistica».

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