Coronavirus a Rimini, altri 20 denunciati. Scuse incredibili

Coronavirus a Rimini, altri 20 denunciati. Scuse incredibili

Non si fermano i controlli delle forze dell’ordine e neanche la conta dei riminesi denunciati. Nel pomeriggio di martedì, in centro a Rimini sono stati tre, mentre in Valmarecchia i cittadini deferiti all’autorità giudiziaria sono risultati dieci. In Valconca e Santarcangelo, invece, è allarme incendi: deferite complessivamente otto persone.
Polizia
A Rimini, gli agenti della polizia di Stato hanno denunciato un ragazzo albanese di 20 anni, che in sella alla sua bicicletta percorreva via Regina Margherita intorno alle 14 di martedì. Alla domanda dei poliziotti su quale fosse la ragione dello spostamento, il giovane ha dichiarato di essere di ritorno da una commissione urgente alle poste di largo Giulio Cesare, che però non aveva potuto svolgere poiché l’ufficio era chiuso. Dopo avergli fatto notare che le poste erano aperte, e che si sarebbe potuto rivolgere a uno sportello più vicino alla sua residenza, è scattata la denuncia. Come lui, lo stesso pomeriggio sono stati deferiti due uomini, un riminese classe 1963 e un tunisino del ‘66, sorpresi a parlare all’interno di un’auto parcheggiata in viale Mantova intorno alle 16.30. Per giustificare l’incontro, i due hanno dichiarato di discutere di importanti questioni lavorative e familiari, affermando che era strettamente necessario parlarsi di persona. Quando la polizia ha fatto loro presente che avrebbero potuto fare una videochiamata, i due hanno detto di non averci pensato.

Coronavirus a Rimini, altri 20 denunciati. Scuse incredibili


Carabinieri
Il servizio di controllo anti Covid -19 svolto dai carabinieri della compagnia di Novafeltria nella giornata di martedì si è concluso con 10 denunce di persone sorprese per strada, in auto ma anche a piedi, senza validi motivi, fermando in totale 115 persone e controllando 14 esercizi. In particolare, sono stati denunciati due riminesi, un 80enne e la moglie 71enne, fermati in auto mentre erano diretti a Verucchio, nell’abitazione estiva, per verificarne le condizioni. Sempre a Verucchio, una 62enne è stata denunciata perché passeggiava sulla strada Provinciale San Marino, a circa un chilometro da casa. La stessa sorte è toccata a un 26enne, controllato mentre era in sella alla bicicletta a circa cinque chilometri dal domicilio, che ha dichiarato di essere diretto a una fontanella per riempire una bottiglia. A Poggio Torriana, invece, sono stati denunciati una 73enne e il figlio 42enne di Rimini, sorpresi nelle vicinanze di una Casa dell’acqua con delle bottiglie vuote in mano. Hanno dichiarato di non sapere che il distributore era stato chiuso a seguito dell’ordinanza comunale. Tra i denunciati, anche un 54enne di Santarcangelo, domiciliato a Novafeltria, sorpreso a piedi, a mezzanotte e mezza a Ponte Prena di Maiolo lungo la Marecchiese, che ha riferito di andare a Ponte Prena, nel comune di Sestino, per far visita alla compagna. Denunciati anche un 30enne di Montecopiolo che stava andando a Verucchio per fare la spesa, un 40enne e un 58enne senegalesi, residenti a Novafeltria, mentre andavano a Rimini, per “mandare dei soldi ai parenti in Senegal, poiché tutte le banche di Novafeltria erano chiuse”. Chiude la lista un 37enne di Poggio Torriana, fermato dopo essere stato a Gualdicciolo, a San Marino, per fare benzina.
Forestali
I carabinieri della forestale, invece, hanno denunciato per incendio boschivo colposo e per inosservanza al regolamento regionale che vieta qualsiasi tipo di incendio fino al termine dell’emergenza, due uomini e una donna, autori di fuochi a Mondaino, Montefiore e Saludecio, che hanno bruciato complessivamente una superficie di 1310 metri quadrati di boschi. Incendi anche a Santarcangelo, dove il fuoco di un cumulo di sterpaglie si è trasformato in un incendio che si è propagato fino ad alcune strutture edili. Il trasgressore è stato denunciato per incendio colposo. Altre due denunce, a Misano Adriatico e a Santarcangelo, per combustione illecita di rifiuti, mentre due persone sono state deferite in quanto, per bruciare cumuli di ramaglie, avevano disatteso le norme sui divieti di spostamento.

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