Coronavirus, torna a Rimini dalla Cina e si mette in quarantena

Nessuno ha dovuto imporre nulla. Il grande senso di responsabilità della sua famiglia, però, ha fatto sì che mamma e papà prendessero autonomamente la decisione di mettere il figlio in “autoquarantena”, fino a quando non avranno la certezza, al 100 per 100, che il viaggio fatto in Cina nelle scorse settimane, non li abbia esposti al Coronavirus. Il ragazzino, così, da alcuni giorni sta disertando le lezioni. I genitori, ovviamente, hanno subito comunicato la loro decisione alla direzione didattica, che a sua volta ha avvertito il Comune che, di conseguenza, ha segnalato la situazione alle autorità sanitarie competenti. Le verifiche avviate avrebbero però già escluso il pericolo.

Il precedente



Il grande senso di responsabilità di questa famiglia è la cartina tornasole di quanto si era già accertato durante la polemica sulle vaccinazioni obbligatorie per accedere ai nidi. Tutti i bimbi cinesi, infatti, erano risultati perfettamente in regola.

Nuovi controlli



L’autoquarantena dell’alunno cinese è arrivata a ridosso della nuova circolare con cui il ministero della Salute, nel fine settimana, ha aggiornato le precedenti “Indicazioni per la gestione degli studenti e dei docenti di ritorno o in partenza verso aree affette della Cina”. La circolare, resa subito esecutiva da Palazzo Garampi, riguarda i bambini che frequentano i servizi educativi dell’infanzia e gli studenti, fino alla scuola secondaria di secondo grado, di ogni nazionalità, che nei 14 giorni precedenti il loro arrivo in Italia siano stati nelle aree della Cina interessate dall’epidemia.

Cosa fare



Il dicastero guidato dal ministro Speranza ora prevede una sorveglianza attiva, quotidiana, da parte del “Dipartimento di prevenzione della Azienda Usl di riferimento” attivato dal dirigente scolastico su segnalazione della famiglia. Il monitoraggio consiste nella puntuale verifica della febbre e dei sintomi tipici del nuovo Coronavirus eseguito, ovviamente, da personale dell’Ausl.

L’Amministrazione



«Fermo restando il diritto inalienabile degli studenti di qualsiasi nazionalità, di frequentare liberamente e regolarmente la scuola in assenza di evidenti e conclamate controindicazioni di carattere sanitario – spiega l’assessore all’Istruzione Mattia Morolli – le nuove misure sono ispirate alla massima tutela di bambini, famiglie, corpo docente e personale scolastico. Proprio per questo abbiamo già avviato una serie di aggiornamenti con l’Ausl per garantire il necessario sostegno ai dirigenti scolastici che, nell’affrontare questa delicata vicenda, possono contare sul sostegno professionale di tutte le istituzioni coinvolte».

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