Scortate dall’Esercito, le prime 975 dosi di vaccino anti covid destinato all’Emilia Romagna sono attese alle 7.30 all’ospedale Bellaria di Bologna per essere poi smistate in tutto il territorio regionale e somministrate al personale sanitario: nel Ravennate sono 70 gli operatori coinvolti nella campagna vaccinale che prenderà il via al Pala De Andrè, professionisti individuati sulla scorta del ruolo che ricoprono nella gestione dell’infezione da Covid 19 i cui nominativi sono già stati inviati in precedenza al ministero della Salute. Nel resto della Romagna oggi i vaccini saranno somministrati anche a 25 operatori a Imola, ad altri 70 del Riminese e a 85 tra Forlivese e Cesenate.

«Si tratta in particolare dei vaccinatori, di coloro cioè che poi si occuperanno di effettuare le ulteriori vaccinazioni» spiega una nota dell’Ausl; più in generale ad essere coinvolto in questa prima fase sarà il personale infermieristico e medico che lavora in ambiti e strutture in prima linea nella gestione della pandemia.

Dopo la giornata di oggi, che ha una forte importanza anche simbolica visto che il “vaccine day” prenderà il via contemporaneamente a livello europeo, vi sarà ad inizio gennaio un ulteriore step di vaccinazione che coinvolgerà in Romagna circa 20mila persone e che contemplerà il resto del personale sanitario, nonché gli ospiti e gli operatori delle case di riposo, una delle frontiere più delicate: in questa seconda ondata infatti nel Ravennate si è registrata una vera e propria strage all’interno delle strutture per anziani. Per questa fase 2 che seguirà l’odierna “domenica storica”, verranno creati team ad hoc che si recheranno nelle strutture stesse, composti a seconda delle dimensioni della struttura. «Per il personale sanitario – puntualizza una nota dell’Ausl Romagna – continueremo a prevedere dei punti di vaccinazione e verosimilmente ve ne saranno di ulteriori rispetto agli attuali tre».

Nel frattempo, l’azienda sanitaria inizia a pensare anche al futuro e alla copertura vaccinale di massa: «Il Ministero sta lavorando alla vaccinazione della popolazione generale – si legge in una nota –, per la quale l’azienda si organizzerà non appena vi saranno le relative linee guida. Si parla del mese di febbraio».

Per far fronte alla distribuzione del vaccino ogni azienda sanitaria si è dotata di una cabina di regia per l’organizzazione delle somministrazioni, con la supervisione dell’assessorato regionale alle Politiche per la salute. Coordinata dalla Direzione sanitaria, è composta da un medico della dirigenza stessa (che svolgerà il ruolo di referente con la Regione), da un medico di sanità pubblica, da uno medico di cure primarie, da un responsabile della Direzione assistenziale, da uno della Direzione attività socio-sanitaria, da un farmacista (responsabile dell’hub che conterrà le dosi vaccinali), da un referente del Servizio Ict, da un medico competente aziendale, da un referente della Protezione civile e da un referente dell’Ordine dei medici provinciale.

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