«E’ giusto che vi dica che in provincia di Ravenna abbiamo avuto circa 50 bambini con il virus, ma tutti sono stati curati a casa, nessuno ha avuto bisogno del ricovero. Se però guardiamo i Cre dell’Emilia con 42.336 bambini che li hanno frequentati, abbiamo avuto una richiesta di 481 tamponi e solo 2 sono risultati positivi. Tra gli insegnanti gli ammalati sono stati in tutto 62, di cui 4 o 5 con il coronavirus».

Sono dati ovviamente da contestualizzare, ma decisamente rassicuranti quelli forniti ieri mattina sul palco del teatro Alighieri dal primario del reparto di Pediatria dell’ospedale di Ravenna Federico Marchetti.

Il direttore dell’Unità operativa era infatti stato invitato a un confronto organizzato dal Comune dal titolo “La ripartenza dei servizi educativi ai tempi del Covid”. Incontro al quale hanno partecipato anche il sindaco Michele De Pascale e l’assessora Ouiddad Bakkali per avere un confronto diretto con i tanti educatori ed educatrici che in questi giorni si avviano verso un anno scolastico ricco di incognite per ovvi motivi.

Alla fine del suo intervento il primario Marchetti, rispondendo alle domande di alcune insegnanti dalla platea, ne ha approfittato per fare chiarezza su alcuni punti fornendo indicazioni utili anche ai genitori.

«Se un bambino ha la classica candela al naso che fare? Beh se non ha febbre in linea generale quel bambino può andare all’asilo o a scuola. Se però si trova in casa con genitori che hanno la febbre è il caso di evitare».

Anche sui tamponi Marchetti ha provato a fare un po’ di chiarezza: «Non possiamo pensare di poter fare tamponi ogni volta che un bambino sta male. Ogni caso va valutato dal pediatra di base con attenzione – ha detto il primario – Faccio un esempio: se un bambino ha febbre e mal di gola forse sarà necessario, ma se il bimbo ha febbre e un forte male all’orecchio è probabile che si tratti di otite. Nel caso in cui venga fatto un tampone, qualunque sia l’esito, sia negativo che positivo, quando il bimbo dovrà tornare a scuola sarà necessario un certificato medico. Mentre per altri problemi di salute non legati al covid non sarà necessario e si farà come sempre».

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