Il coronavirus entra al dormitorio. Tredici ospiti e due operatori della struttura di via Torre sono infatti risultati positivi al Covid 19. Le positività sono emerse dopo che uno degli ospiti, a seguito di sintomi, è andato al pronto soccorso ed è stato sottoposto a tampone. A seguito dell’esito positivo sono stati sottoposti estesi gli accertamenti anche tutti gli altri e gli operatori, facendo emergere il contagio, anche se per tutti in forma asintomatica.

“Va sottolineato – spiega una nota del Comune – che tutti gli ospiti dei dormitori, prima di accedere alle strutture, vengono preventivamente sottoposti a tampone e solo in caso di esito negativo vengono ammessi. Anche la persona che ha manifestato i sintomi era entrata dopo che era stata accertata la negatività al tampone; quello che si può ragionevolmente supporre è che si sia positivizzata nelle giornate successive. Dopo un’attenta analisi delle caratteristiche della struttura, a garanzia delle misure di isolamento e di contenimento del virus nonché dei percorsi di accoglienza, l’Ausl, l’assessorato ai Servizi sociali e il gestore del servizio hanno concordato di mantenere gli ospiti positivi e parte degli ospiti negativi all’interno della struttura, con la piena applicazione delle prescrizioni indicate dall’Ausl”.

“Tra le azioni messe in campo fin da subito per la gestione della pandemia – dichiara l’assessora ai Servizi sociali Valentina Morigi . come assessorato, in collaborazione con l’Ausl abbiamo convocato tutti i gestori dei dormitori e ci siamo coordinati per affrontare insieme, passo dopo passo, la gestione delle strutture in questo contesto così complesso, con una formazione specifica per gli operatori e gli ospiti stessi, in relazione alle misure igienico-sanitarie più opportune da adottare, e naturalmente fornendo tutti dei necessari dispositivi di protezione individuale. Nell’ambito di questo confronto abbiamo messo a punto un protocollo che prevede che ogni persona che accede al dormitorio, e ricordo che gli accessi avvengono solo su prenotazione, venga preventivamente sottoposta a tampone e solo in caso di esito negativo sia ammessa. In attesa dell’esito le persone vengono ospitate in strutture ricettive di accoglienza. Tutto ciò ha fatto sì che fino ad ora nei dormitori non si fosse registrato neanche un contagio. Anche la persona che ha manifestato i sintomi era entrata dopo che era stata accertata la negatività al tampone; quello che si può ragionevolmente supporre è che si sia positivizzata nelle giornate successive. Ora naturalmente, come abbiamo fatto fino adesso, adotteremo tutte le procedure necessarie e tutte le cautele per gestire la situazione nel modo migliore possibile, ma ci tengo a sottolineare l’efficacia delle misure che fin da subito abbiamo attuato e anche a ringraziare gli operatori delle strutture, che sono sempre stati molto attenti e disponibili, così come i volontari delle strutture a bassa soglia. In tante altre città nei dormitori si sono sviluppati focolai fin da marzo, mentre nel nostro territorio abbiamo cercato di mettere in campo piani di prevenzione a 360 gradi, pensando alla salute di tutti, a partire dalle persone più fragili, e credo di poter dire, all’interno di un contesto pandemico quale quello che stiamo vivendo e che non lascia alcuno spazio a situazioni di immunità, che il nostro modello sta reggendo positivamente ed efficacemente”.

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