Coronavirus Ravenna, contagiato anche un primario di Rimini

Coronavirus Ravenna, contagiato anche un primario di Rimini

RAVENNA.Continua a crescere il numero di contagi nel Ravennate. E si registra un altro decesso, quello di un 92enne emiliano che si trovava ricoverato al Maria Cecilia Hospital, dove nei giorni scorsi erano già risultati positivi altri pazienti (cui se ne è aggiunto uno ieri) oltre a un operatore e a due medici.

E si confermano proprio medici e infermieri, in prima linea per arginare l’emergenza coronavirus, i lavoratori più a rischio contagio. Anche tra i camici bianchi infatti cresce il numero di malati. Ieri un altro operatore della clinica di Cotignola è risultato positivo. Mentre nei giorni scorsi a essere colpito dal covid-19 è stato il primario di medicina interna dell’ospedale di Rimini, Giorgio Ballardini, che vive nella Bassa Romagna e che attualmente si trova ricoverato nel reparto di malattie infettive dell’ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna. Il professionista aveva accusato febbre e altri sintomi che hanno fatto scattare il campanello di allarme. Sottoposto a tampone, l’esito degli accertamenti ha confermato l’infezione e fatto scattare la quarantena per gli altri colleghi del suo reparto all’Infermi.

Quinto decesso
Ai quattro ravennati morti nei giorni scorsi, ieri si è aggiunto quello del paziente 92enne (il cui stato di salute era già minato da gravi patologie pregresse e che presentava un quadro clinico fortemente compromesso sin dal momento del ricovero) risultato positivo al covid-19 lo scorso 7 marzo.
L’anziano, come spiega una nota della direzione sanitaria della clinica lughese dove era ricoverato, era stato trasferito in Romagna «dall’ospedale di Parma il 26 febbraio con una diagnosi di ischemia critica dell’arto inferiore sinistro, per un trattamento cosiddetto salvavita, quindi immediatamente sottoposto alla procedura di pta Periferica (angioplastica delle arterie degli arti inferiori). Pur presentando condizioni critiche, il paziente non ha mai necessitato di essere trasferito nel reparto di terapia intensiva. All’esordio della sintomatologia sospetta, era stato precauzionalmente spostato in area separata dagli altri degenti e poi prontamente isolato al fine di garantire la sicurezza degli altri reparti».

Curva ascendente
Intanto, come detto, il trend dei contagi continua a salire nel Ravennate dove si contano 29 nuovi casi (6 dei quali a Cervia). Un incremento in apparenza esponenziale la cui portata però comprende l’esito di test già effettuati ma non ancora pervenuti, come spiega una nota: «Rispetto al numero di positività riscontrate – rileva la Provincia –, va evidenziato che alcuni dei tamponi non risalgono alle ultime 24 ore ma al giorno precedente, e che gli esiti sono stati notificati insieme a quelli di oggi per motivi di ordine tecnico legato al laboratorio. In generale si può considerare con tutta probabilità che queste positività riguardino persone che sono state esposte prima dell’introduzione delle più recenti e rigorose misure per il contenimento del virus, che potranno dunque mostrare i loro effetti più avanti nel tempo».

Pur considerando il dato “cumulativo”, la curva del contagio si mantiene in fase ascendente. «Dei nuovi 29 casi – prosegue il comunicato – 16 sono relativi a uomini e 13 a donne: 14 pazienti sono stati ricoverati, sebbene la maggior parte di loro non abbia sintomi gravi, mentre 15 sono in isolamento domiciliare volontario poiché privi di sintomi o con sintomi lievi. Le indagini epidemiologiche hanno consentito di verificare che 9 pazienti hanno verosimilmente contratto il virus nell’ambito di spostamenti al di fuori della provincia o attraverso contatti con persone che si sono spostate per lavoro (come nel caso dei colleghi dello stesso ufficio dove nei giorni scorsi erano stati accertati 3 casi a cui ieri se ne sono aggiunti altri 2), mentre 13 rappresentano contatti con casi accertati precedentemente, tra cui un altro caso indirettamente legato alla palestra di cui si è parlato nei giorni scorsi.

Non mancano poi i contagi “in famiglia” come per l’uomo di Castel Bolognese, ricoverato all’ospedale, al quale ieri è stata diagnosticata la positività al covid-19; la moglie, che si trova invece in assistenza domiciliare, aveva ricevuto l’esito del tampone il giorno precedente. Per i restanti casi sono ancora in corso gli accertamenti per risalire alla catena del contagio. Ma tra tanti dati preoccupanti non mancano le note positive: sono infatti anche state accertate 4 guarigioni cliniche.

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