Coronavirus, a Ravenna nuovo caso sospetto proveniente da Lugo

RAVENNA. Per un allarme che rientra, quello del paziente proveniente da Faenza portato nei giorni scorsi all’ospedale di Ravenna (il tampone ha infatti dato esito negativo), ieri si è verificato un nuovo caso sospetto di coronavirus da Lugo dove nottetempo una persona si è presentata al pronto soccorso presentando sintomi che hanno indotto il personale a disporre come da protocollo il trasferimento del paziente al reparto di malattie infettive del Santa Maria delle Croci. Sono di conseguenza partiti come prassi gli accertamenti finalizzati all’analisi del quadro clinico e l’eventuale corrispondenza al covid-19.

Punto triage esterno

Intanto, come predisposto dalla Protezione civile regionale, anche all’ospedale di Ravenna potrebbe essere allestito un “filtro” all’esterno del pronto soccorso, una tensostruttura che possa fungere da “pre triage” dove poter sottoporre le persone ai primi controlli prima di accoglierle all’interno dei servizi ospedalieri. Un sistema che consentirebbe una rapida diversificazione dei percorsi e l’adozione di risposte terapeutiche a seconda del quadro clinico, permettendo una prima distinzione tra possibili casi sospetti e falsi allarmi: ed è proprio la difficoltà nell’operare questa valutazione l’aspetto che fotografa meglio di altri la situazione che vivono infermieri e personale medico alle prese con l’esigenza di valutare per i nuovi accessi non solo la sintomatologia (peraltro con molti aspetti comuni tra il covid-19 e altre malattie come l’influenza), ma anche la provenienza dei pazienti ed eventuali contatti o collegamenti con i focolai lombardo e veneto.

Casi dubbi

Esempi che rendono l’idea di come non sia agevole per il personale medico e paramedico distinguere tra pericoli potenziali ed episodi riconducibili a panico da coronavirus o peggio ancora a un escamotage per garantirsi la priorità di assistenza, non mancano; è il caso della famiglia che si è presentata martedì sera al pronto soccorso del Santa Maria delle Croci di Ravenna i cui membri, che manifestavano sintomi influenzali con febbre e difficoltà respiratorie, hanno riferito agli operatori di essere stati di recente in Veneto. Reale pericolo o meno, saranno gli accertamenti in corso a chiarirlo anche se il lasso temporale trascorso (oltre i 14 giorni) dalla trasferta lascia propendere per un falso allarme. Tanto che uno dei componenti del nucleo familiare è stato subito dimesso.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui