Coronavirus, a Ravenna allenamenti senza contatto

Coronavirus, a Ravenna allenamenti senza contatto

RAVENNA. La scuola chiude, ma il doposcuola non se la passa molto meglio. E le famiglie in questi giorni, oltre alle lezioni mattiniere sui banchi, si vedono private anche di quelle private del pomeriggio: danza, arti marziali, pallavolo e altri sport. «Si comunica che a seguito delle nuove disposizioni governative, non potendo garantire la distanza di sicurezza di un metro tra gli allievi, in linea con la maggior parte degli impianti sportivi, abbiamo deciso a malincuore di sospendere i corsi da oggi (ieri, ndr), fino al 15 marzo compreso». È solo una delle comunicazioni (tutte sulle stessa falsariga) che sono arrivate da una scuola di danza ravennate ai genitori. Ma molti atleti avevano ricevuto sul loro cellulare lo stesso messaggio (con altre parole ovviamente) già a partire dalla scorsa settimana.

Saltano i combattimenti
Eppure c’è anche chi prova a resistere. Nella sala di via Mangagnina in cui ha sede il Fight Club del maestro Vito Durante, sono attivi i corsi di karate e le lezioni proseguono con qualche cambiamento. «Con le mie classi continuo a lavorare bene – afferma Durante, presidente e istruttore del dojo -. Come ci si poteva aspettare, qualche bambino ora non si presenta: se prima avevo regolarmente una ventina di ragazzi, ora ne vengono solo dieci, ma se fosse per me, io insegnerei anche a una persona sola, tanto è forte la mia passione. Chiaramente – spiega – abbiamo dovuto fare ancora più attenzione all’igiene, che già curavamo tantissimo, ed è stato necessario adottare nuove misure precauzionali, modificando gli allenamenti. Per esempio ora invece che dedicarci al combattimento e al contatto, ci esercitiamo molto di più sulla forma e sulla componente acrobatica, che è possibile affinare da soli, rispettando gli spazi indicati dalle ordinanze».

Il calo agli allenamenti
C’è chi, poi, anche sentendo il peso di alcune assenze, tiene le porte aperte permettendo a chiunque voglia di continuare a fare sport. È il caso del Kaishi Judo Romagna dove una parte delle famiglie, nonostante le limitazioni, ha deciso di portare i figli in palestra. «Il primo lunedì di chiusura delle scuole – fanno sapere dalla palestra – in entrambi i turni riservati ai più piccoli, c’erano meno allievi rispetto al solito. Dal giorno seguente – continuano – per ragioni di convenienza abbiamo accorpato i due gruppi, accogliendo comunque in palestra i nostri judoka». Ad oggi, le presenze stanno tornando alla normalità. «Se si manterranno numeri relativamente alti, ristabiliremo presto alla consueta suddivisione. Solo il turno degli agonisti, il terzo, non ha subito variazioni significative. Inoltre, anche qui abbiamo limitato la preparazione ad esercizi di ginnastica e motricità, con i ragazzi l’uno a debita distanza dall’altro».

Argomenti:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *