Coronavirus Ravenna, a S. Teresa una camera per gli abbracci

Toccare e vedere, divisi solo da una barriera in plastica morbida, i propri cari. Questo è possibile dal 1° dicembre alla Cra di Santa Teresa all’interno di una camera allestita ad hoc, non per nulla chiamata “degli abbracci”. In un periodo dove è quasi impossibile farlo, la struttura si è infatti dotata di uno spazio dove i parenti, in vista del Natale ma anche del futuro, possono incontrare i 69 ospiti della casa di riposo.

Si tratta di un’iniziativa che ha riscontrato fin da subito una enorme riuscita, al punto che l’agenda delle prenotazioni è piena fino al termine dell’anno. Al momento sono consentite quattro visite al giorno, nel corso della mattina dal lunedì al venerdì, della durata di quindici minuti. Come spiega la coordinatrice infiermeristica Marika Vespe, «tra un incontro e l’altro l’area viene disinfettata in modo completo, in maniera da mantenere un ambiente del tutto libero dal covid. In più, le persone che vengono a trovare i loro parenti, in precedenza vengono sottoposte al tampone rapido, il cui esito è disponibile quasi immediatamente, gestito dalla società Dolce di Bologna».

L’idea originaria era quella di creare una sorta di piccola casa degli abbracci, ma per due motivi si è deciso di operare in proprio, seguendo un’idea della Vespe e del collega Giacomo Farneti. «Alla fine abbiamo fatto tutto noi, sia perché questa soluzione prevede una spesa molto minore, sia perché soprattutto si è rivelata molto più rapida: non saremmo infatti riusciti a fornire questo servizio prima di Natale». Inoltre esiste la possibilità da parte dei parenti di poter incontrare gli ospiti costretti a restare letto. «In questo caso la procedura prevede, oltre al tampone rapido, anche di vestirsi con tutte le protezione individuali che utilizzano di solito gli operatori sanitari».

Per gli operatori, ovviamente la cosa più bella è stata vedere la felicità nell’abbraccio tra parenti. «Una grande emozione vivere da vicino la loro gioia, che ci ha riempito il cuore. Siamo contenti, perché significa che abbiamo fatto un buon lavoro. La nostra intenzione è quella di continuare su questa strada – termina la Vespe – allungando il periodo degli incontri anche al prossimo anno». Vincenzo Benini

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