Coronavirus: nuovi contagi nelle case protette di Ravenna e Russi

RAVENNA. Quello delle residenze per anziani resta uno dei fronti più critici. E la situazione dei focolai scoppiati a Ravenna e Russi, dove anche ieri si sono verificati rispettivamente 2 e 6 nuovi contagi, ne è la conferma. Una situazione in continua evoluzione che costringe l’Ausl, impegnata nella gestione dei casi che continuano ad aumentare, a rivalutare di giorno in giorno la riorganizzazione delle attività per far fronte all’emergenza. Così per quanto riguarda “Il Giglio d’oro” di Ravenna, le autorità sanitarie hanno disposto il trasferimento dei pazienti ospitati nell’area covid allestita internamente: tutti i malati sono stati smistati in ospedale o in altre strutture. Sotto osservazione la situazione alla casa protetta “Baccarini” dove, dopo i decessi di due signore di 96 anni ospiti della struttura avvenuti tra mercoledì e ieri, gli esiti dello screening a cui erano stati sottoposti degenti e operatori ha fatto emergere come detto altri 6 contagi tra gli anziani, trasferiti all’ospedale di Lugo. Invariato invece il numero dei positivi tra il personale, fermo a 11; tra oggi e domani questi verranno sottoposti a un nuovo tampone per monitorare il quadro clinico e l’eventuale superamento della malattia che permetterebbe di pianificare il loro rientro in servizio. Nel corso di una diretta facebook, ieri sera il sindaco Valentina Palli ha fatto il punto della situazione, spiegando che ogni passo nella gestione dell’emergenza «avviene secondo un percorso che stiamo costruendo con l’Ausl di giorno in giorno, anzi di ora in ora. Ci siamo attenuti e ci stiamo attenendo scrupolosamente alle indicazioni e ai suggerimenti dell’azienda sanitaria. Speriamo che si possa stabilizzare quanto prima la situazione e che gli anziani attualmente in ospedale possano rientrare in struttura. Cosa che avverrà quando sarà accertata la sieroconversione e l’esito dei tamponi attesterà la loro guarigione. Al momento per l’Ausl non ci sono ragioni per svuotare la “Baccarini”. La scelta di trasferire in ospedale i contagiati è stata presa proprio per tutelare al massimo la salute dei positivi e consentire l’assistenza di quanti erano invece negativi». Per ora quello della struttura di via Faentina Nord sembra essere l’unico focolaio del territorio. «Ad oggi – conclude la prima cittadina – alla “Maccabelli” e nelle altre case famiglia, non risultano accertati altri casi».

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