Coronavirus: morti nei comuni della zona di Cesena saliti dell’8.8%

CESENA. Le misure restrittive per contenere la pandemia da Covid 19 hanno funzionato piuttosto bene nel comprensorio cesenate. Lo dicono i dati Istat sulla mortalità in Italia nel periodo che va dal 1° gennaio al 15 aprile. Nei 13 dei 15 comuni del Cesenate analizzati (mancano i dati di Borghi e di Verghereto, dove però il coronavirus si è solo affacciato con appena un contagio a Borghi e nove a Verghereto) l’aumento del tasso di mortalità rispetto al quinquennio 2015-2019 è stato dell’8,8%. In termini di persone decedute, si è passati dalle 677 di media nei 5 anni precedenti alle 736 del 2020, con un aumento di 59 decessi.
Nord Italia “bombardato”
L’aumento dell’8,8% del tasso di mortalità è senza dubbio notevole ma decisamente più basso del 91% riscontrato a livello medio nazionale nel mese di marzo 2020, con province che hanno fatto registrare incrementi percentuali a tre cifre rispetto alla media del mese di marzo del quinquennio 2015-2019: dal 568% di Bergamo al 391% di Cremona, passando poi per Lodi (371%), Brescia (291%), Piacenza (264%), Parma (208%), Lecco (174%), Pavia (133%), Mantova (122%) per finire con Pesaro-Urbino (120%).
I dati del Cesenate
Dal freddo punto di vista numerico, ecco in quali comuni del comprensorio cesenate erano residenti le 736 persone decedute nei primi 106 giorni dell’anno: 34 a Bagno di Romagna, 387 a Cesena, 83 a Cesenatico, 34 a Gambettola, 28 a Gatteo, 20 a Longiano, 23 a Mercato Saraceno, 4 a Montiano, 14 a Roncofreddo, 31 a San Mauro Pascoli, 17 a Sarsina, 47 a Savignano sul Rubicone e 14 a Sogliano al Rubicone. Nei cinque anni precedenti la media delle persone morte tra il 1° gennaio e il 15 aprile era stata la seguente: 28.6 a Bagno di Romagna, 350 a Cesena, 80 a Cesenatico, 28.3 a Gambettola, 27.2 a Gatteo, 21.2 a Longiano, 22.4 a Mercato Saraceno, 5.6 a Montiano, 12.7 a Roncofreddo, 30 a San Mauro Pascoli, 14.4 a Sarsina, 44.6 a Savignano sul Rubicone, 12 a Sogliano al Rubicone. Ci sono quindi due comuni, quelli di Longiano e di Montiano, in cui in questo inizio 2020 si sono pianti meno morti rispetto ai 5 anni passati.
Ma ecco un’analisi dei dati più significativi di ciascuno dei 13 comuni che hanno fatto parte del report prodotto congiuntamente dall’Istat e dall’Istituto Superiore di Sanità.
Bagno di Romagna
Rispetto alla media degli ultimi 5 anni, il tasso di mortalità è aumentato, eppure in questo 2020 si sono registrati meno decessi del 2019, quando la comunità bagnese pianse 38 vittime (34 quest’anno: 18 donne e 16 uomini).
Cesena
Tra il 1° gennaio e il 15 aprile di quest’anno l’aumento della mortalità a Cesena è stata del 10,6%, pari a 37 decessi (387 contro una media di 350). Il dato su cui soffermarsi è però un altro: il 13 marzo 2020 le vittime erano 237, la media degli ultimi anni al 13 marzo è di 237 morti, la stessa. Nei 33 giorni successivi, quelli in cui il virus è stato più letale, a Cesena si sono registrati 150 morti. Addirittura il 61,1% in più rispetto all’anno scorso, quando i decessi furono 93. Ma tantissimi anche se paragonati ai morti degli anni precedenti tra il 13 marzo e il 15 aprile: 104 sia nel 2018 che nel 2015, 100 nel 2017 e 90 nel 2016. Dei 387 morti del 2020 (nessuno sotto i 15 anni) 195 sono uomini e 192 donne.
Cesenatico
Cesenatico non ha pianto morti da coronavirus e i dati confermano la veridicità dell’informazione: 83 i morti del 2020 rispetto agli 84 del 2019 e ad una media di 80 nell’ultimo quinquennio.
A Cesenatico sono morti più uomini (52) che donne (31) e, per fortuna, pochi under 65 (9 su 83).
Gambettola
Qui l’aumento della mortalità è stato tra i più elevati: il 20.6 per cento rispetto al quinquennio passato, con decessi passati da 28 a 34. Dopo Cesena, è il Comune più colpito dal coronavirus: 3 vittime. Ventisei delle 34 persone scomparse nel 2020 (20 uomini e 14 donne) avevano più di 75 anni.
Gatteo
Ha pianto due morti con coronavirus, eppure l’aumento della mortalità è bassissimo (3 per cento, dai 27.2 decessi di media tra il 2015 e il 2019 ai 28 di quest’anno). Sono stati pianti 15 uomini e 13 donne.
Longiano
Uno dei due comuni con un numero di decessi inferiore alla media dei cinque anni precedenti: 20 morti contro i 21.2 di media. Altri due dati da sottolineare: solo una delle 20 vittime aveva meno di 75 anni, le donne morte (13) sono state quasi il doppio degli uomini deceduti (7).
Mercato Saraceno
Non ci fossero state le due vittime con coronavirus, Mercato Saraceno avrebbe avuto meno decessi rispetto al passato: 23 quest’anno, esattamente come nel 2019, appena sopra alla media dei primi 106 giorni dell’anno (22.4). I morti (14 donne e 9 uomini) avevano tutti più di 65 anni.
Montiano
Il paese più “pulito” del Cesenate e anche quello che ha pianto meno morti: appena 4. Nel 2019 tra il 1° gennaio e il 15 aprile furono 13 i defunti, con una percentuale di mortalità scesa da un anno all’altro del 69%. L’unico montianese uomo scomparso aveva meno di 74 anni, due delle tre donne morte ne avevano oltre 85.
Roncofreddo
Nessuna vittima per la pandemia e infatti numeri in linea con il passato: 14 morti nel 2020, stesso numero registrato nel 2019, appena superiore alla media degli ultimi 5 anni (12.6). Tre degli 8 uomini deceduti avevano meno di 65 anni, quattro delle 6 donne morte avevano più di 85 anni.
San Mauro Pascoli
Due le vittime da coronavirus, tra cui Sergio Rossi, eppure rispetto al 2019 il tasso di mortalità è sceso del 22.3%, da 40 a 31 morti. Ma l’eccezione è il numero di defunti dell’anno scorso, visto che la media del periodo è di 30 decessi.
Sarsina
Morti da coronavirus non ce ne sono stati, eppure è uno dei comuni con il tasso di mortalità più elevato: le 17 persone scomparse quest’anno (15 sopra i 75 anni) portano ad un aumento del 41,8% rispetto al 2019, quando ci furono 12 decessi, e del 18% dalla media degli ultimi cinque anni (14,4 decessi).
Savignano sul Rubicone
E’ il Comune che ha avuto il primo contagiato da coronavirus della zona e ha pianto due vittime. E infatti, al 15 aprile, si passa da una media di 44,6 deceduti ai 47 morti del 2020, con una percentuale del 5.5. Trentasette dei 47 defunti aveva più di 75 anni.
Sogliano al Rubicone
Nessuna vittima da coronavirus, ma una mortalità più che raddoppiata rispetto all’anno scorso: da 6 a 14 morti, +133%. Analizzando, però, il quinquennio (12 morti di media), la differenza è ridotta e fa dire che l’eccezione sia rappresentata dall’esiguo numero di persone scomparse nel 2019. La metà delle 14 persone scomparse aveva più di 85 anni.

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