Coronavirus: l’estate della piscina di Cesena forse è già finita

CESENA. «Nuove distanze ci riavvicineranno»: quando Zucchero Fornaciari lo cantava nella sua “Diamante” aveva ben altri pensieri in testa rispetto a quelli di questo pandemico 2020. Una espressione triste e necessaria come “distanziamento sociale” ci accompagnerà per mesi e condizionerà fortemente anche la vita sportiva della città. E per i nuovi parametri imposti dal protocollo della Federnuoto sul Covid-19, la stagione estiva della Piscina Comunale appare praticamente finita ancora prima di cominciare.
Spazi e distanze
Il protocollo richiede interventi mirati per quanto riguarda gli spazi di accoglienza del pubblico e della zona spogliatoi, con un distanziamento da garantire e uno spazio di almeno 5 metri quadrati a persona. Parametri irrealizzabili con la conformazione attuale della zona-spogliatoi e della zona-docce della piscina: «È stato emanato un protocollo molto rigido – ammette Andrea Lucchi, dirigente del Patrimonio del Comune di Cesena – che pone certamente dei dubbi rispetto alla possibilità di continuare l’attività alle attuali condizioni. Al momento questo complesso di norme non consente di ipotizzare l’apertura della piscina».
Ritocchi indispensabili
La piscina comunale è in gestione fino al 30 settembre alla società veronese Sport Management, società che già nei mesi scorsi aveva lanciato segnali per rinnovare il suo rapporto con il Comune. Di più: nell’aprile del 2019 era stata emessa una delibera in cui si valutava l’avvio di un processo in project financing di ristrutturazione dell’immobile e di adeguamento della struttura esterna. Un progetto che aveva riscosso l’attenzione della stessa Sport Management, a riprova della sua volontà di prolungare il suo ruolo di gestore della piscina.
Nel frattempo, chi si farà carico dei lavori di adeguamento al protocollo Covid, data l’eccezionalità della situazione? «Vista la straordinarietà degli eventi – continua Lucchi – incidenti in maniera sostanziale sul contratto, credo ragionevole che questi aspetti potranno essere oggetto di revisione degli accordi economici ed operativi con il concessionario. Si tratta di un’interlocuzione ad oggi aperta. La nostra volontà di rivedere il rapporto con il gestore c’è tutta: i primi contatti ci sono già stati, abbiamo a che fare con un gestore dinamico e reattivo e contiamo di trovare un’intesa. L’incognita maggiore è che non abbiamo a una scadenza per questa emergenza». Una incertezza che al momento rende impossibile pianificare a breve o a medio termine: sulla carta, la piscina scoperta avrebbe dovuto aprire tra 40 giorni e il rischio di saltare a piedi pari l’estate è vicinissimo ad essere già realtà.

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