RAVENNA – “Ora abbiamo bisogno della ripresa delle attività lavorative. Ma non potremo sottomettere il valore della persona e la sua salute a quello dell’economia. Questa epidemia è un’occasione importante per ripensare ai valori sociali, relazionali, in una comunità in cui tutti ci riconosciamo bisognosi degli altri e con delle risorse da dare a tutti”. Parole chiare quelle del vescovo Lorenzo Ghizzoni nel corso della sua omelia durante la messa celebrata questa mattina nella basilica di Santa Maria in Porto a Ravenna nella giornata della Madonna greca, patrona di Ravenna. 

Una messa (trasmessa in diretta da Teleromagna) a tratti commovente, in una basilica praticamente vuota, che ha toccato il suo punto più alto quando lo stesso Vescovo ha scandito uno per uno i nomi delle vittime del coronavirus. Presenti alla cerimonia anche il sindaco Michele de Pascale –  con la fascia tricolore e con la sua mascherina (anche quella con i colori del Paese) – , il Prefetto Enrico Caterino, ma anche ill direttore dell’Ospedale Paolo Tarlazzi e della responsabile del Servizio di Umanizzazione delle Cure del Santa Maria delle Croci, Patrizia Barattoni.  «Grazie – ha detto quest’ultima – per averci reso partecipi di una celebrazione che segna il ricordo: un ricordo che commuove

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