Federica Cuni

CESENA. «Piango. Non riesco a comunicare le mie emozioni. Battaglia Finita. Ciao Covid19. Finalmente posso dire “libertà”. Ho aspettato due mesi, sognando ogni giorno l’emozione di ricevere questa notizia: guarita dopo 11 tamponi, di cui 4 sempre negativi. Questa battaglia è stata davvero dura, ho provato emozioni che non avevo mai provato ma ho capito quanto è bello e indispensabile respirare e che la vita può finire in pochi secondi, anche se stai bene e ti senti invincibile».
Così esterna la sua felicità per essere guarita dal Covid 19, dopo ben due mesi, Federica Cuni, 26 anni nota personal trainer di Cesena. Una combattente nata, sportiva fin da giovanissima e che dello sport e del benessere ha fatto il suo lavoro. Federica si è ammalata (neppure lei sa con precisione dove e come si sia contagiata), e per ben due mesi ha combattuto contro il coronavirus e solo oggi può ricominciare a vivere e ripartire da se stessa come racconta.
«Quando oggi ho ricevuto il tanto atteso foglio dall’Ausl che mi dichiarava guarita non potevo crederci. Ma sono ancora molto spaventata e sono solo tre giorni che sto realmente bene. Questo virus ti resta dentro, ti segna. Per un mese non ho dormito perché avevo paura di morire, mi mancava l’aria, non riuscivo a respirare. Quando mi sono ammalata sono stata molto male le prime due settimane, con febbre alta, faticavo a respirare ed ho anche avuto una ricaduta dopo tre settimane, di nuovo febbre e molto debole, tanto che ho contratto anche un altro batterio. Inoltre alzarsi ogni mattina e sentirsi ammalata era psicologicamente devastante. Ora sto bene, ma sono debolissima».
Federica ora come tutti sta affrontando la ripresa, la cosiddetta Fase 2 e proprio lei che ha lottato contro questa malattia ed ancora oggi ne ha paura invita tutti a non sottovalutane il pericolo. «Non si tratta di poco più che un’influenza. Questo virus può colpire chiunque, senza distinzione, non conta se sei giovane, anziano, bambino, non conta il colore della tua pelle, né la tua professione. Puoi essere la persona più sana del mondo, un atleta, uno sportivo. Tutti pensano che sia una cosa lontana da sé, ma non è così. Ci vuole accortezza, bisogna rispettare le distanze».

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