CERVIA. Si sarebbe stancato dei continui “salti” provenienti dal piano di sopra. Un modo come un altro attuato da un giovane per tenersi in forma, che se da un lato gli permetteva di bruciare le calorie, dall’altro provocava un fastidioso rimbombo che l’inquilino del piano di sotto ha sopportato a fatica fino a ieri, quando l’anziano è uscito di casa mostrando al vicino una pistola. Un’arma palesemente giocattolo ma sufficiente a far scattare l’allarme e a spaventare il ragazzo, che ha immediatamente allertato i carabinieri.

L’intervento
Un episodio che delinea la difficile convivenza ai tempi del coronavirus quello andato in scena ieri mattina a Cervia, che per fortuna si è risolto senza conseguenze. La quarantena forzata e le limitazioni agli spostamenti stanno infatti acuendo i malumori, specie di vicinato, per via di abitudini ed equilibri delicati che il covid-19 ha fatto saltare. Come nel caso cervese appunto, dove, secondo quanto si è appreso, la questione sfociata con l’intervento dei militari dell’Arma muoveva le basi da un precedente screzio per lo stesso motivo. I salti prolungati sul pavimento. Pare che l’anziano del piano di sotto avesse già manifestato la propria insofferenza per i rumori provenienti dall’altro immobile dove abita un giovane appassionato di fitness che in questo periodo avrebbe cercato di mantenere sotto controllo la forma fisica allenandosi in casa. E sembra anche che l’ultima lamentela fosse stata accompagnata da una minaccia verbale con un riferimento ad un’arma.

Così quando ieri mattina ha scorto l’anziano infuriato impugnare un oggetto dalla vaga sagoma di una pistola, il 30enne ha contattato il 112. Ricevuta la segnalazione, alla luce del potenziale pericolo dalla centrale operativa sono state inviate sul posto più pattuglie. Ma non appena i militari sono arrivati si sono resi conto che “l’arma” impugnata avrebbe potuto fare tutto tranne che una carneficina. Trattandosi in modo evidente di un innocuo giocattolo, gli uomini in divisa hanno cercato di ricomporre la situazione attraverso il dialogo, calmando i due vicini e invitandoli a una maggior tolleranza reciproca.

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