Coronavirus, c’è chi perde l’olfatto. “A molti non tornerà più”

FORLI’. È il direttore del dipartimento testa-collo dell’Ausl Romagna, Claudio Vicini, e da qualche mese è impegnato direttamente nella battaglia contro il coronavirus. Secondo il primario dell’ospedale di cittadino con il covid-19 dovremmo imparare tutti a convivere.


Come è al momento la situazione al “Morgagni-Pierantoni”?
«Avendo avuto esperienza diretta, intervenendo in alcuni casi con tracheotomie d’urgenza su pazienti affetti da covid-19, attualmente la percezione è che possiamo tirare un sospiro. A Forlì, grazie ad un ottimo coordinamento della direzione, l’emergenza è stata gestita in maniera eccellente».
Alcuni studi recenti spiegano che l’80% dei pazienti affetti da covid-19 perde l’olfatto e hanno un’alterazione del gusto. Ha trovato un riscontro in tutto ciò nei pazienti?
«È frequentissimo, ce ne siamo accorti sin da subito. Oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto la perdita dell’olfatto, e di conseguenza del gusto, tra i sintomi cardini per poter individuare il coronavirus».
Una volta guariti e superata la malattia, questi due sensi ritornano alla normalità o possono restare compromessi?
«Nella maggioranza dei casi non torneranno, anche se al momento è troppo presto per esprimersi perché i tempi di guarigione sono più lunghi del previsto. Non ci sono studi al momento a supporto di questa tesi ma credo che i fortunati saranno pochi. In realtà capita molto spesso quando si è reduci da una malattia virale. Ogni anno ci sono un certo numero di casi di pazienti che dopo essere stati colpiti da un virus, tra l’altro della famiglia corona, perdono l’olfatto. Per questo sostengo che sarà difficile che lo recuperino».


A meno di una settimana dall’inizio della “fase-due”, mascherina si o mascherina no?
«La scelta del sindaco di Forlì credo sia stata una mossa intelligente, quindi assolutamente sì fermo restando che bisogna sempre rispettare le regole igieniche di base, ovvero lavarsi le mani e non toccarsi gli occhi. La mascherina, soprattutto in questo momento, non è un dispositivo individuale ma sociale: è il miglior presidio. Se vogliamo riappropriarci delle relazioni è l’unico modo, così facendo indossando questa protezione riduciamo la possibilità di ammalarci quasi allo zero. Diffidare da chi dice che la mascherina non va usata e che se indossata male produce una “falsa” sicurezza. Vero, ma è così per tutte le cose: se utilizzo il coltello per tagliare va bene, se mi taglio un dito no».
Come indossare e utilizzare al meglio la mascherina?
«Prima di tutto ha un verso, sembra banale, ma in tanti non ne sono a conoscenza (il lato azzurro va verso l’esterno). Dopo di che ogni mascherina ha una parte alta, quella con la “molletta” da adattare al naso, e una bassa. Vedo tante persone in giro che la indossano solo sulla bocca lasciando scoperto il naso: sbagliato, è fondamentale coprire questa parte perché il naso è la principale porta del virus. Cosa fondamentale, l’ideale sarebbe usarne una nuova tutti i giorni».
Ecco, questo potrebbe diventare un problema vista la difficoltà nel reperire i presidi e i loro costi.
«Ora è più facile trovare i dispositivi in farmacia rispetto a qualche settimana fa, per venire incontro alle esigenze economiche è possibile utilizzarla qualche giorno in più senza esagerare. Le mascherine possono essere ripristinate con vapori d’alcol tranquillamente a casa propria. Al riguardo, ci sono video interessanti e curiosi in rete».

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