Ramanzine a chi si bacia fuori dalle scuole, non per moralismo ma in nome della prevenzione dei contagi da Covid-19. Dopo mesi di controlli anti-Covid molto blandi, che hanno fatto seguito a un rigore di cui molti si erano lamentati durante il lockdown, quando fioccavano sanzioni a chi era in giro seppure fosse completamente solo, da un paio di giorni c’è stato un giro di vite molto tangibile.

Le forze dell’ordine in servizio nell’area della stazione, dove c’è da tempo un po’ di preoccupazione per gli assembramenti all’entrata e all’uscita dalle scuole superiori, hanno iniziato a vigilare con più attenzione sul rispetto dell’obbligo di tenere la mascherina, almeno quando non si è distanziati sufficientemente, facendo richiami a più di uno studente. E ieri qualcuno dei ragazzi e delle ragazze che hanno ricevuto “l’avvertimento” non l’ha preso bene, perché riguardava momenti intimi. Qualcuno, mentre abbassava la mascherina per baciare sulla bocca la propria fiamma, è stato richiamato al rispetto delle regole che sulla carta vietano di scambiarsi quelle affettuosità, a meno che non si sia congiunti.

Ma al di là di quelle specifiche situazioni già da un paio di giorni i ragazzi e le ragazze che entrano ed escono da scuola hanno notato che chi è in divisa ha fatto un giro di vite rispetto a un clima permissivo che aveva caratterizzato la ripresa delle lezioni. I tutori dell’ordine, per ora solo sotto forma di richiami verbali o semplicemente a gesti, stanno cominciando a fare sentire maggiormente “il fiato sul collo” a chi non indossa la mascherina. Un cambio di linea sicuramente dovuto all’impennata del numero di nuovi positivi al Covid-19 che si sta registrando da alcuni giorni in Italia. La logica è quella raccomandata dai virologi: prevenire è meglio che curare. E nel mirino sembrano essere finiti anche i baci nei luoghi pubblici.

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