Coronavirus, a Ravenna 21 le vite salvate in terapia intensiva

Quello che le statistiche non potranno mai inquadrare nel dettaglio non sono solo l’effettivo numero di contagi e di vittime legate alla pandemia, superiori senza dubbio a quelli accertati ufficialmente. Uno dei dati più difficili da delineare e che sfugge ai rilevamenti riguarda le persone salvate dal coronavirus: che sono almeno 21 tra Ravenna e Lugo.

La “statistica”

Se i conteggi che finora hanno riguardato contagi, decessi e guarigioni possono dare comunque una visione delle dimensioni dell’epidemia (seppur non in modo esaustivo per via dei casi individuali non diagnosticati e degli accertamenti postumi di episodi sospetti che si è ritenuto di non effettuare), più arduo è inquadrare il numero di quante persone medici e infermieri siano riusciti effettivamente a strappare alla morte.

Una traccia in questo senso può però emergere dai dati dei pazienti curati in terapia intensiva, ovvero il reparto che si è fatto carico dei quelli più gravi dal punto di vista clinico rimasti in bilico tra la vita e la morte. E in provincia, da quando è scoppiata l’epidemia, tra tutte quelle ricoverate e intubate sono 21 le persone che è stato possibile finora staccare dalle macchine per la respirazione assistita e che si sono riprese tra gli ospedali covid di Ravenna (10) e Lugo (11).

Le terapie

Ancor più difficile inquadrare al momento quanti degenti siano sopravvissuti o le cui condizioni non si siano aggravate al punto da finire in terapia intensiva grazie ai farmaci in sperimentazione contro il virus. Sono diversi infatti gli studi in corso in Romagna (18) che coinvolgono un migliaio di pazienti, ma si tratta di terapie adottate per casi specifici e utilizzate quasi esclusivamente in quadri clinici non critici.

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