L’82enne di Cesenatico, ultima vittima in ordine di tempo tra i contagiati dal coronavirus, ha scoperto di essere positiva 17 giorni dopo il suo ricovero. Probabilmente per essere stata, senza saperlo, a contatto in ospedale con un altro paziente positivo. Anche se di questo non ci possono essere conferme ufficiali di alcun tipo.
Per saperne di più sulla sua e sulle proprie condizioni di salute i suoi familiari hanno vissuto mille tribolazioni. Tra leggi sulla privacy a tarpare le ali e contatti attesi e mai ricevuti da parte di sanitari o dell’Ausl. Pur comportandosi correttamente ed andando anche oltre le cautele previste dalla legge.
Sta meglio la figlia della 86ª vittima tra i contagiati nel Cesenate da coronavirus. Una donna che ora è a casa dopo essere stata ospedalizzata (non per per problemi Covid) e che è scossa dall’aver perso la madre. Lei ed i suoi familiari, non vogliono che qualcuno creda posano aver sottostimato la situazione: che ci sia chi possa pensare ad un loro comportamento distratto o troppo “in leggerezza”. A partire dalla sorella, mai positiva al coronavirus in tutto questo tempo. Così, tutti assieme, si sono rivolti ad uno studio legale (quello dell’avvocato cesenate Achille Macrelli). Non perché abbiano in animo di dare la caccia a risarcimenti o cause contro qualcuno. Ma per mettere “in fila” la serie di eventi che hanno portato fino alla morte della 82enne. E certificare il loro comportamento più che corretto nella vicenda.
La mamma morta
«Mia mamma è deceduta il 16 agosto 2020 – spiega la figlia unica non contagiata – all’ospedale di Forlì, dove era stata ricoverata nella mattina di venerdì 14 agosto, trasferita dal reparto di Ortopedia del Bufalini di Cesena.
Era stata ricoverata a Cesena il giorno 27 luglio 2020 per una “sospetta frattura del femore”. In data 27 luglio 2020 è stato effettuato il primo tampone: che era negativo». Era solo l’inizio di un calvario anche burocratico che ha coinvolto tanti componenti della famiglia. Calvario che ha il Covid-19 (e le mille incertezze che lo circondano) sempre come sfondo fisso.
«In data 3 agosto 2020, su segnalazione dei familiari, è stato effettuato il secondo tampone ed anche quello era negativo.
Avendo noi il sospetto che la badante della mamma fosse stata contagiata, sempre quel giorno in data 3 agosto abbiamo contattato il medico di base della badante stessa. Che per ragioni di privacy, non ha confermato, né smentito il loro sospetto, aggiungendo che nel caso in cui fosse stato necessario, sarebbero stati contattati “da chi di dovere”».
Tamponi in serie e il Comune
Ma nessuno li ha mai contattati per “parlare” della badante rientrata dall’Albania. Malgrado di li a poco anche di lei si sia saputo che era positiva al tampone.
«Ancora di nostra iniziativa ci siamo rivolti ai nostri medici di base, per fare degli accertamenti. Il test sierologico effettuato da noi il giorno 4 agosto 2020 è comunque risultato negativo. Durante quella settimana la collega d’ufficio di mia sorella è risultata positiva al tampone. Di conseguenza, anche lei si è sottoposta a tampone che è risultato in questo caso positivo».
Siamo al 9 agosto 2020. E ancora l’82enne è ricoverata a Cesena. «In data 9 agosto si era concluso il periodo di isolamento della mamma ricoverata a Cesena, che è stato dai medici prolungato fino al 17 di agosto. Sottoposta ad un terzo tampone nel pomeriggio del 13 di agosto, questa volta è risultata positiva».
Dunque l’82enne è risultata positiva il giorno 13 agosto, vale a dire ben 17 giorni dopo il suo ricovero. «Prima che venisse posta in isolamento (3 agosto) noi familiari abbiamo saputo, ma senza alcun tipo di conferma ufficiale “causa privacy”, e quindi è un dato che lascia il tempo che trova, che forse nella sua stanza vi era stato un altro paziente positivo». La sorella poi ammalatasi è l’unica ad avere fatto un test (4 agosto 2020) prima del caso conclamato della sua collega di lavoro in Comune. Test dal quale era risultata negativa e dal quale dunque non poteva avere conferme alcune di malattia. Sua sorella, sottoposta a tampone, non è mai risultata malata. «Ad ogni buon conto, ma solo spontaneamente ed in misura cautelare, mia sorella da giorno 3 agosto 2020 si era già posta in auto isolamento domiciliare».

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