Coronavirus, a Cesenatico conto salatissimo: «Nove milioni in meno»

CESENATICO. Minori entrate per 9 milioni di euro. A rischio servizi pubblici, scolastici, manutentivi. Comune e Anci fanno i conti di quanto vengono a perdere gli enti locali causa pandemia, al netto degli attesi interventi di sostegno di Stato e Unione Europea. Il Comune ha già pronta un’indagine che sotto l’aspetto anche dei numeri è impietosa. La valutazione è che per l’emergenza coronavirus le entrate si accorciano di un quarto. Si riducono di mano in mano che le attività economiche rimangono ferme, le imprese turistiche e stagionali non decollano.

Minori entrate

Per il Comune di Cesenatico sono oltre 9 milioni di euro le minori entrate preventivate e che potrebbero ancora crescere. Su un totale di 34 milioni di gettito totale si ragiona su un 24 per cento di mancati incassi. Suddivisi per voci sono: il 25% dell’Imu, 2,6 milioni su 10,5 milioni di entrate a bilancio, a cui vanno ipotizzati altri 600mila euro di mancati recuperi d’imposta pregressa su 1,2 milioni preventivati. Riguardo all’Irpef comunale (7 per mille) la perdita anche qui sarebbe del 25%: una decurtazione di 500mila euro sui 2,2 milioni previsti. Altra contrazione l’Imposta di soggiorno messa a bilancio 2020 per 2,2 milioni e rivista al ribasso a marzo a 1,8 milioni: oggi la stima è incassarne meno della metà, con 1,2 milioni di mancato introito. E poi ancora l’Iscop, l’imposta di scopo per pagare il polo scolastico di Villamarina: su 705mila euro di entrata la “perdita” è di 176mila (riduzione del 25%). Imposta questa pagata da proprietari di seconde case e attività produttive. Altro “bollino rosso” le soste blu a pagamento, il cui gettito si ridurrebbe a 270mila euro su un gettito di 670mila. Si prevede anche il venir meno del 60 per cento del gettito delle sanzioni per violazione al Codice della strada, valutate in un 1milione di euro. Che va ad aggiungersi alla voce pregressa delle sanzioni amministrative di 2 milioni di euro di difficile esigibilità (per abusivismo commerciale), somma inserita nel fondo di svalutazione crediti per l’80%. Infine gli oneri d’urbanizzazione: 850mila euro che sono dimezzati. A ciò si aggiunge la riduzione di 200mila euro della Tasi, la tassa di occupazione suolo pubblico, che ne prevedeva 800mila. In riduzione anche l’imposta sulla pubblicità.

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