CESENA. Aumenta la mole di lavoro per gli investigatori e la magistratura inquirente. Salgono infatti a tre a Cesena le strutture sotto indagine, in seguito alle morti avvenute (81 in totale da inizio crisi). Dopo la casa di cura messa nel mirino dei Nas nei giorni scorsi, il nucleo anti sofisticazione dei carabinieri (Bologna è competente per il territorio di Forlì-Cesena) e la Procura della Repubblica di Forlì che coordina, si stanno occupando di altri due presidi medici (tra case di riposo, case di cura e ambiti ospedalieri) dove sono morte persone che erano state infettate dal coronavirus.
Si tratta di tutti luoghi in cui le investigazioni sono iniziate in seguito a precisi esposti da parte di parenti delle persone decedute. E le inchieste riguardano per ora nello specifico esclusivamente i casi per i quali sono stati presentati esposti e denunce mirati.
Si tratta, l’indagine, di un atto dovuto da parte degli investigatori e soprattutto degli inquirenti. In un contesto pandemico che finirà nei libri di storia e nel quale (almeno dal punto di vista penalistico) appare ad ora oltremodo complicato portare in un’aula di giustizia delle accuse mirate con la concreta speranza di riuscire a dimostrarle.

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