Coronavirus: 17 specializzandi in prima linea al Bufalini di Cesena

CESENA. Sono 17 gli specializzandi che in questi giorni stanno affrontando l’emergenza coronavirus al fianco dei medici dell’ospedale Maurizio Bufalini. «Sono persone che erano venute nel nostro ospedale per imparare tecniche mediche già conosciute e che invece hanno dovuto reinventarsi insieme a noi, per affrontare una malattia che nessuno conosce», spiega Luca Ansaloni, direttore di Chirurgia Generale e d’Urgenza dell’ospedale Bufalini di Cesena. Ieri alcuni di questi specializzandi insieme ad Ansaloni e a Vanni Agnoletti, direttore di Anestesia e Rianimazione del Bufalini, hanno raccontato la loro esperienza in una videoconferenza stampa. «Tutti loro sarebbero potuti tornare indietro, l’Università si è giustamente premurata di chiarire che chi non se la sentiva non era obbligato a rimanere, ma tutti hanno deciso di restare». Dai loro racconti emergono non solo le difficoltà professionali del far fronte a una situazione inedita che costringe a ripensare organizzazioni e percorsi di cura, ma anche e soprattutto quelle legate alla relazione umana con i pazienti, che arrivano al ricovero soli e spaventati, e a cui cercano di stare vicini nonostante le distanze di sicurezza, nonostante mascherine, guanti e visiere, con il conforto della parola e per chi crede anche quello della preghiera». 

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