San Patrignano, 282 nuovi alloggi per gli ospiti della comunità

Coriano
  • 08 giugno 2026

Una Comunità San Patrignano sempre più accogliente. Inaugurati oggi i 282 nuovi alloggi per le ragazze e i ragazzi in percorso. Fondata nel 1978, San Patrignano continua ad essere un punto di riferimento per il recupero dalle dipendenze e grazie a questo intervento potrà continuare ad offrire un aiuto ancora migliore. Ad oggi sono 850 le ragazze e i ragazzi in percorso, numeri in crescita dopo il calo fisiologico degli anni del covid.

La realizzazione di questa nuova struttura, su progetto dell’architetto Massimo Morandi realizzato da Edile Costruzioni, si inserisce nel percorso di riqualificazione degli alloggi per una comunità che ha quasi 50 anni di vita. Una struttura molto importante, di 3160 mq, 48 camere da letto, 55 bagni, tre sale comuni polivalenti (339 mq complessivi) e due spazi polifunzionali.

“Questi alloggi saranno luoghi dove tornare a vivere senza paura – spiega la presidente di San Patrignano Vittoria Pinelli – Qui le ragazze e i ragazzi potranno ricominciare ad avere cura di sé, dove impareranno di nuovo il senso della responsabilità, del rispetto, della convivenza e della dignità. Oggi non inauguriamo soltanto un edificio, inauguriamo uno spazio di futuro, una possibilità concreta di continuare a portare avanti la nostra missione. Oggi rinnoviamo una promessa: finché ci sarà bisogno, noi continueremo a essere casa, famiglia, accoglienza”.

A prendere parte all’inaugurazione anche Letizia Moratti, co-fondatrice della Fondazione San Patrignano: “San Patrignano ci insegna da oltre quarant’anni che ogni persona, indipendentemente dalle difficoltà incontrate, merita una seconda possibilità. È una comunità che non si limita ad accogliere, ma che educa alla prevenzione, forma, restituisce fiducia e dignità attraverso il lavoro, la responsabilità e la condivisione. C’è poi un significato particolarmente bello in questa inaugurazione”. Un intervento che si inserisce in quello che era il cuore della comunità, dove si trovava la prima casa, la prima sala da pranzo, il primo teatro, come ha sottolineato Moratti: “È come se la storia tornasse a generare futuro. In luoghi che custodiscono le radici della comunità nasce una nuova speranza per tanti ragazzi e per le loro famiglie”.

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