Giorgia Meloni a San Patrignano: «Irresponsabile definire droghe leggere i derivati della cannabis»

Coriano

«A chi arriva qui viene chiesto di andarsi a riprendere la propria vita, pezzo per pezzo. Tutto quello che la droga ha strappato via». Giorgia Meloni sceglie le storie di rinascita di San Patrignano per aprire il vertice della Coalizione europea contro le droghe, portando nella comunità di Coriano delegazioni internazionali, ministri ed esperti chiamati a confrontarsi sul contrasto al narcotraffico, sulla prevenzione e sul recupero. «Sono orgogliosa di aver acceso i riflettori dell’Europa su questo posto», afferma la presidente del Consiglio, definendo San Patrignano una «fabbrica di speranza e di libertà». Ma il suo intervento è anche l’occasione per ribadire la linea del governo: «La droga non ha nulla, ma proprio nulla, a che fare né col concetto di libertà né col concetto di diritto». Una posizione accompagnata dall’annuncio di oltre 210 milioni di euro destinati nel 2026 al sistema nazionale contro le dipendenze e dall’impegno a rafforzare la cooperazione europea contro i traffici illegali.

Definitivo il suo giudizio sulle cosiddette droghe leggere: «Le droghe di oggi sono molto diverse, sono più potenti, più economiche ed accessibili. In alcuni casi anche socialmente accettate. Le sostanze sintetiche cambiano rapidamente, grazie all’IA nuove molecole droganti vengono immesse sul mercato, e fruiscono di un tempo di circolazione prima di essere intercettate delle forze di polizia e inserite nelle tabelle delle sostanze illecite. I derivati dalla cannabis, che alcuni si ostinano irresponsabilmente a definire leggere, hanno percentuali di principio attivo Thc, in media 30 volte più alte rispetto a qualche decennio fa».

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