Coriano, un successo “Insieme si può” per i giovani ucraini ai centri estivi

L’evento di ieri al teatro “Insieme si può, la musica incontra la vita” è stata l’occasione per raccontare cosa succede a Coriano.

“Quando circa un mese fa – dice la sindaca Domenica Spinelli– i ragazzi di Festa per far Festa, a margine di un aperitivo, hanno chiesto a me e al vicesindaco Gianluca Ugolini di voler organizzare un evento a teatro, senza neanche chiedere di cosa si trattasse ci siamo adoperati per concedere il teatro a titolo gratuito per due motivi: il primo è che loro organizzano eventi sociali di beneficenza e il secondo è che hanno la capacità di farlo in sinergia con altre associazioni. Ringrazio Festa per far Festa, Avis, Polisportiva e Pro Loco, braccio operativo di tutte le iniziative della città”.

La raccolta fondi per i ragazzi ucraini per permettere loro di frequentare il centro estivo si è rivelato un ottimo obiettivo e con l’occasione i musicisti hanno ringraziato tutti per il dinamismo e la disponibilità.

E’ inoltre intervenuta Rete Donna, associazione che si occupa di violenza, e combinazione vuole che l’assessore  Giulia Santoni avesse già imbastito un ragionamento per sviluppare un progetto di formazione insieme.

L’intervento della infermiera dell’associazione Santullo, ha toccato più punti per la sanità e per le iniziative benefiche a cui loro partecipano. Un’energia non scontata dopo 2 anni di Covid, energia positiva messa a servizio ora dell’emergenza ucraina.

“Con l’occasione a nome del Comune di Coriano – ha aggiunto la sindaca – ho ringraziato tutti e ho colto l’occasione per confermare per il secondo anno gli spazi gratuiti Palasic e palestre scolastiche per consentire di svolgere il centro estivo con più tranquillità a chi lo organizza”.

Via libera ai centri estivi e impianti sportivi gratis

A questo proposito va ricordato il via libera della Giunta anche per quest’anno all’utilizzo gratuito degli impianti sportivi per la realizzazione dei centri estivi. Uscirà in questi giorni il relativo avviso, le realtà associative interessate possono partecipare al bando per l’assegnazione degli spazi. Già da due anni, con l’avvento della pandemia, l’amministrazione comunale proprio per sostenere le realtà associative del territorio e per promuovere maggiori occasioni di socializzazione anche nel periodo estivo quando le scuole sono chiuse ha messo a disposizione gratuitamente gli spazi derogando al regolamento comunale che prevede invece il pagamento dell’utilizzo degli spazi pubblici. L’anno scorso i bambini che hanno partecipato ai centri estivi sono stati oltre 400, di questi centri estivi due sono accreditati a livello regionale, pertanto, le famiglie interessate possono partecipare al bando “Conciliazione, vita, lavoro” della Regione Emilia-Romagna che è uscito anche quest’anno e a breve saranno rese note anche le modalità e le regole per poter fare domanda per un contributo con possibilità di beneficiare di una scontistica sulla retta d’iscrizione. I due centri estivi più importanti del nostro territorio sono quelli storicamente gestiti dalla Junior Coriano e l’altro più recente che si svolge nella frazione di Ospedaletto è quello del Lions che ha visto già dall’anno scorso un’importante adesione dei bambini (oltre 150).

“Ci aspettiamo anche quest’anno – dice l’assessore ai Servizi sociali Beatrice Boschetti – un’adesione importante ancora maggiore se possibile proprio perché i centri estivi rappresentano un’occasione di socializzazione, di educazione, sostegno per quelle famiglie che lavorano e hanno la necessità di lasciare i propri bimbi in un luogo sicuro e alla presenza di personale qualificato. I nostri centri estivi accolgono anche i bambini disabili, cosa che verrà fatta anche quest’anno, e l’amministrazione comunale mette a disposizione delle risorse per poter pagare l’educatore. L’impegno dell’anno scorso per l’educativa dei centri estivi ha sfiorato i 70mila euro e quest’anno insistiamo su questo impegno economico proprio perché è importante l’integrazione e l’inclusione dei bimbi più fragili che hanno necessità di vivere in un contesto quanto più possibile socializzante”.

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