Coriano. Petroltecnica, 185 dipendenti in cassa integrazione

Natale in cassa integrazione per i lavoratori della Petroltecnica costretta a fare i conti con difficoltà legate ad alcuni settori, ma con la speranza «che all’inizio del prossimo anno si possano avverare le prospettive annunciate dall’azienda», sottolinea Mauro Rossi segretario Fiom Cgil. Che ricorda come ci siano aziende in sofferenza e altre, come quelle del settore metalmeccanico, «costrette a richiedere turni aggiuntivi di lavoro anche sotto le feste». E in questo caso «se il lavoro c’è, il rischio è che i lavoratori non possano godersi le ferie natalizie, sempre sperando che questa impennata di lavoro non cali poi drasticamente nei mesi successivi», aggiunge Rossi.

Chi ride e chi piange

Ma per i 185 dipendenti dell’azienda di Coriano, che si occupa principalmente di bonifica di siti contaminati e pronto intervento ambientale, non sarà un Natale sereno. Almeno non per quelli che devono rinunciare a una fetta più grossa dello stipendio, per non parlare poi di quei, pochi, cassintegrati a zero ore.

«Il nostro intervento è quello di assicurare che le ore di cassa integrazione, e quindi la decurtazione dello stipendio, siano distribuite su tutti i lavoratori, senza sacrificare qualcuno. Ma è anche vero che, nel caso ella Petroltecnica, ad essere in sofferenza non sono tutti i settori, ma solo alcuni. E siccome si tratta di un’attività che richiede professionalità specifiche, i lavoratori non possono ruotare in tutti i ruoli. E comunque – spiega il segretario della Fiom – come sindacato ci siamo assicurati che l’azienda anticipasse la cassa, senza dovere aspettare i tempi dell’Inps».

Da ottobre a aprile

Una cassa integrazione, partita il 5 ottobre scorso e che, sulla carta, dovrebbe andare avanti fino ad aprile 2022, a meno che «l’azienda non riesca a superare le problematiche già da gennaio, come ci è stato prospettato. La cosa importante in questo momento è che la Petroltecnica continui ad essere produttiva nei settori in cui ha delle commesse e che quindi le attività trainanti siano operative in modo da fare uscire l’azienda dalla crisi».

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