Convivente matrattata e violenza sulla figlia a processo

Maltrattamenti alla compagna convivente e tentativi di violentare la sua figlia minorenne. Accuse choc ed aberranti quelle a cui viene chiamato a rispondere un 47enne di Cesenatico: del quale non possiamo riportare le generalità per non identificare conseguentemente le vittime di quelle che per l’accusa sono state violenze durante per circa 5 anni. La vicenda è finita in aula ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Maurizio Lubrano (a latere Nunzia Castellano e Maria Cecilia Branca) con l’accusa che è sostenuta in aula dal pm Federica Messina.

La storia tra l’accusato e quella che era la sua “nuova compagna” e convivente è iniziata poco dopo il 2010. Stando al fascicolo d’indagine emerso dalle denunce della donna però le problematiche tra le mura domestiche si sarebbero presentate quasi subito. I primi fatti finiti a capo d’imputazione infatti risalgono all’anno 2012. Anche se soltanto nel 2017 la donna (coinvolgendo nelle testimonianze anche sua figlia che è ancora oggi una ragazza minorenne) si è convinta a denunciare quanto le stava avvenendo. Innescando le investigazioni prima ed il rinvio a giudizio poi dell’ex compagno (difeso dall’avvocato Fabrizio Briganti).

Prima di arrivare in aula la minorenne (che all’epoca dei primi episodi finiti a capo d’imputazione era poco più che una bambina) è stata ascoltata in maniera protetta e le sue dichiarazioni sono state congelate in incidente probatorio. Non dovrà dunque tornare in aula a raccontare di nuovo le violente attenzioni a cui è stata sottoposta.

Cosa che è invece stata chiamata a fare già da ieri sua madre (difesa assieme alla figlia dall’avvocato Rosalba Moriello) ripartendo dal primo degli episodi a capo d’imputazione dove si parla nei confronti della piccola di percosse, calci, schiaffi, tirate di capelli, stette al collo, alle braccia ed alle gambe, sangue dal naso provocato da colpi e accompagnato da minacce del tipo “Se non la smetti ti faccio capire io come ti devi comportare, la prossima volta che lo rifai ti rendo la vita impossibile, sei una cretina, troia, grassa, tua madre la faccio fuori visto che non si preoccupa delle sue figlie ed è una bastarda”,

Risale al mese di gennaio 2015 l’accusa di aver preso la ragazzina per i capelli cercando, dopo essersi abbassato pantaloni e slip, di costringerla a praticargli un rapporto orale. La figlia della sua compagna si legge nelle accuse che è riuscita a divincolarsi ed a fuggire. “Se racconti qualcosa a tua madre ti massacro,” la minaccia dell’uomo.

A pochi giorni di distanza un’altra aggressione a sfondo sessuale alla ragazzina. Palpeggiandola e sfregandole il pene addosso. Nei confronti della madre, tra il mese di gennaio 2016 ed il dicembre 2017, vengono contestate all’uomo ingiurie del calibro “Sei una madre degenere, una povera malata” e violenze e minacce prendendola per il colo ed urlando “Ti ammazzo”.

Ricostruzioni di episodi che l’uomo contesta. Ieri in aula ha parlato tra gli altri testimoni anche il consulente della difesa che ha esaminato le vicende spiegando ai giudici quanto nei confronti dell’imputato potrebbero essere state mosse accuse non veritiere, nel contesto di un rapporto di convivenza che si stava incrinando e stava declinando verso la fine.

Per capire se quali e quanti di questi episodi siano avvenuti e come, saranno ascoltate alla prossima udienza ulteriori testimonianze.

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