Convegno di studi romagnoli a Montegridolfo

Un capolavoro dietro un capolavoro, dietro un altro capolavoro. Succede in Romagna, a Montegridolfo, dove in duomo, dietro una pala del Cagnacci del 1600, venne scoperto un affresco del 1500. Ma non era finita qui: dietro questo affresco ne spuntò fuori un altro del 1400. Negli anni 80 del ’900 i due affreschi vennero “strappati” e inviati al restauro. Ma il filo rosso che lega le tre opere non è solo lo stesso luogo, bensì anche lo stesso soggetto: la Madonna con bambino attorniata dai santi Rocco e Sebastiano… Il più antico è tornato proprio ieri a “casa” dopo un nuovo restauro, quasi a festeggiare la scelta, da parte della Società di studi romagnoli – per la prima volta nella sua settantennale storia – di svolgere il suo annuale convegno a Montegridolfo (23 e 24 ottobre), oltre che a Sogliano al Rubicone (30-31 ottobre).

60 relatori di 7 università

Ieri sindaco e assessore alla Cultura del Comune della Valconca, ospiti del prefetto di Rimini, hanno presentato l’evento che è indubbia fonte d’orgoglio per il piccolo paese (mille anime). Qui si sono dati appuntamento ben 60 relatori di sette diverse università con la partecipazione di tre Soprintendenze alle belle arti, che discuteranno per due giorni (più altri due a Sogliano) sulla direzione da prendere nello studiare la Romagna e la sua cultura, che ancora tante sorprese possono riservare.

La presidente della Società, Alessia Morigi dell’Università di Parma, ha sottolineato il ritorno in presenza dell’appuntamento itinerante (dal lontano 1949) che rafforza i rapporti socio-culturali fra le varie comunità romagnole. E quest’anno, alle decine di volumi già pubblicati, si aggiungerà quello degli atti del precedente convegno, oltre mille pagine di interventi nero su bianco. Come ha aggiunto il vicepresidente Marino Mengozzi, ebbe occhio lungo il gruppo di romagnoli che nel 1949, «a macerie della guerra ancora fumanti», si strinse attorno al fondatore Augusto Campana che diede vita alla Società nella Biblioteca Malatestiana di Cesena.

Studiare la Romagna oggi significa spaziare dalla storia all’arte, la memoria, il paesaggio, la religiosità e anche la musica. Il tutto affidato ad autorevoli storici locali e docenti universitari di chiara fama. Con un programma curato direttamente dall’assessore alla Cultura, Turismo e Comunicazione Marco Musmeci.

Il programma

Le giornate ambientate a Montegridolfo si aprono sabato 23 alle ore 9.30, nel Museo della Linea dei Goti, con i saluti di Alessia Morigi e Lorenzo Grilli (sindaco di Montegridolfo) e proseguiranno alle 15, nella chiesa di San Rocco; poi domenica 24 si ritorna dalle 9.30 al Museo della Linea dei Goti, e infine dalle ore 15, ci si sposta a Trebbio, nel Santuario della Beata Vergine. I lavori saranno spalmati in 8 sessioni e variamente dedicati a tematiche storiche, archivistiche, artistiche, architettoniche e di programmazione urbanistica e territoriale, di gestione e tutela dei beni culturali e del paesaggio, della musica e della religiosità dei luoghi, nell’obiettivo di un inquadramento diacronico e di un approccio multidisciplinare alla ricerca e allo sviluppo del territorio. Il Convegno è organizzato con il patrocinio del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese culturali dell’Università degli Studi di Parma all’interno del Programma turistico di promozione locale di Destinazione Romagna e con il contributo di Valsavio-Società Agricola.

Eventi speciali

Due le iniziative speciali che si legano a filo doppio alla tappa di Montegridolfo. Il primo sarà l’emissione, su iniziativa di Poste Italiane, di uno speciale annullo filatelico dedicato al borgo e alla LXXII edizione del Convegno di studi romagnoli. Per tutti gli appassionati e collezionisti l’appuntamento è per sabato 23 ottobre dalle 10.15 alle 15.45, nel Museo della Linea dei Goti.

Il secondo evento accenderà invece i riflettori sull’importante lavoro di restauro dell’affresco quattrocentesco della chiesa di San Rocco. Sabato 23 ottobre a partire dalle ore 15 esperti e storici dell’arte presenteranno al pubblico il delicato intervento che ha restituito al mondo dell’arte, in tutto il suo splendore, una delle massime opere pittoriche della Valconca.

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