Controlli super green pass, il Sap: “Lavoro enorme, più rinforzi”

«È un lavoro enorme che si aggiunge a quello che già facciamo normalmente». Roberto Mazzini, segretario provinciale del Sap-Sindacato autonomo di Polizia di Rimini, commenta così il giro di vite sui controlli del “super green pass” in vigore da lunedì prossimo pianificato dal Comitato provinciale per la sicurezza. C’è, però, una buona notizia, anche se non assolutamente risolutiva: «Martedì è uscito il piano per le assegnazioni provinciali e dovrebbero arrivare ulteriori sedici uomini».

Situazione già difficile

Nonostante questo “sospiro di sollievo”, l’invito rimane quello di «fare un ragionamento a 360 gradi rispetto al tema della sicurezza – aggiunge Mazzini -. Quello che è accaduto in stazione la settimana scorsa dimostra che non si può abbassare mai la guardia e che il problema della sicurezza non riguarda più esclusivamente la stagione estiva. Rimini ha bisogno di una maggiore attenzione e di ulteriori forze in campo tutto l’anno. E non possono essere esclusivamente quelle della Polizia di Stato, che pure non si sono fermate neanche per un secondo dopo quanto è successo».

Fra l’altro, «oramai già da anni facciamo il doppio delle ore di straordinario, che ci vengono pagate a un anno di distanza – sottolinea -. È evidente che la mole di lavoro per i colleghi è altissima. Su questo non c’è il minimo dubbio».

«Lavorare in squadra»

Con l’aggiungersi dei controlli sul “super green pass”, «queste difficoltà possono essere in parte superate se tutte le forze in campo vengono gestite in maniera ottimale da Questura e Prefettura – osserva Mazzini -. È importante che tutti quanti, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia locale, ciascuno secondo le proprie competenze, lavorino all’unisono, mettendo in campo tutto quello che hanno a disposizione».

Aspetto non meno significativo, quello della mancata percezione del pericolo da parte di alcuni cittadini, che in qualche caso si trasforma addirittura in episodi di violenza ai danni di chi cerca di far rispettare le regole: «È un problema culturale che non nasce adesso – commenta -. Nasce, per fare un esempio riminese, dalle bottigliate contro la volante e i colleghi fermi sul lungomare la sera dei quarti di finale degli Europei di calcio a giugno. Una forma di rispetto nei confronti di chi fa il bene delle persone e di chi cerca di portare tranquillità e serenità a tutti che non viene più insegnata. E ora è una pressione in più».

Una mancanza di rispetto che «nei confronti delle forze dell’ordine in particolare è palese da tempo, anche qua in provincia – aggiunge -. Non parlo delle scritte sui muri e delle tante situazioni che abbiamo vissuto anche su Rimini».

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