Consorzio sociale romagnolo, 27 milioni di fatturato nel 2020

Per il Csr, Consorzio Sociale Romagnolo, il primo anno di pandemia si chiude con un bilancio positivo, sostanzialmente invariato rispetto a quello precedente. Sfiora infatti i 27 milioni di euro il fatturato chiuso lo scorso 31 dicembre 2020, presentato nei giorni scorsi al ristorante Al Parco di Cotignola, gestito dalla cooperativa sociale La Traccia, aderente al Csr.

Il Csr è il Consorzio sociale unitario (aderente cioè sia a Legacoop che a Confcooperative) che raccoglie, tra Rimini, Ravenna, Forlì e Cesena, circa 50 cooperativa sociali di tipo B, impegnate cioè nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate che, attraverso il lavoro, possono recuperare la propria dignità di persone, mettendo a frutto le proprie capacità residue. Una realtà forte di 25 anni di storia che negli ultimi mesi ha vissuto due lutti importanti, ricordati durante l’assemblea dei soci: Arianna Marchi, presidente della cooperativa Zerocento e membro del cda, e Gilberto Vittori, già presidente del Csr, di cui era stato fondatore, e storico rappresentante della cooperazione sociale della provincia di Rimini.

Fatturato di 27 milioni

Il fatturato del Csr ha sfiorato, come nell’esercizio precedente, i 27 milioni di euro: un dato significativo che mette in luce la tenuta del settore della cooperazione sociale, nonostante la pandemia e le difficoltà che sta attraversando il mondo del lavoro. I servizi e le attività delle cooperative sociali di tipo B infatti, salvo rari casi, non hanno subito contrazioni o non sono state interrotte, perché si pongono ad un livello strategico del vivere quotidiano: l’igiene ambientale, le pulizie degli uffici, la raccolta differenziata, etc. sono stati sempre effettuati anche nel momento più duro del lockdown. Le cooperative infatti si sono attivate per recuperare i disposititivi di sicurezza individuali, per la pulizia e la disinfezione dei propri mezzi, per lavorare a norma e garantire, oltre al servizio, l’incolumità dei propri addetti.

Gare e convenzioni

Nel 2020 il Csr ha partecipato ad oltre 40 gare, riconfermando tutti i principali servizi già in portafoglio andati a gara. Tra queste, va sottolineata la gara di Hera Rimini, che ha assegnato il lavoro ad una Ati, in cui il Csr è per la prima volta mandatario di una parte importante dei servizi di igiene ambientale per il territorio della provincia di Rimini. Ben 38 inoltre le convenzioni ex Legge Regionale 17 attive nel 2020, ovvero contratti con aziende private che ottemperano agli obblighi di legge inserendo personale svantaggiato nel proprio organico, in modo non diretto ma attraverso contratti specifici con il Csr che si fa garante di questi inserimenti.

Novità nel cda del Csr che si compone di 10 membri complessivi. Fanno il loro ingresso, per la prima volta, Stefano Bianchini di Coop134, Linda Errani di Coop Zerocento e Giulia Galassi di Coop Cils Cesena, che si aggiungono a Carlo Urbinati (presidente), Alfio Fiori (vice presidente), Gianni Angeli, Pietro Borghini, Mauro Marconi, Romina Maresi, Giacomo Vici.

Il presidente Urbinati in apertura di assemblea ha ricordato Arianna Marchi e Gilberto Vittori «due grandi cooperatori che hanno lasciato un segno nel nostro mondo e non solo, per aver speso le loro vite per gli altri in questo speciale mondo che è la cooperazione sociale. Quando penso che non ci sono più, mi assale una profonda tristezza. Arianna era entrata in cda esattamente un anno fa (luglio 2020); Gilberto aveva fondato il Csr nel 1996 e per 12 anni ne era stato ai vertici, con due mandati da vice presidente e due da presidente».

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