Conselice, picchia la figlia 14enne della compagna

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’avrebbe aggredita con una violenza giudicata come «allarmante» e per motivi del tutto futili. Lui è un 40enne residente a Conselice, con una lunga lista di precedenti penali e relative condanne. Lei una giovanissima 14enne, figlia della compagna dell’uomo finita all’ospedale con diverse ferite al volto e una prognosi di guarigione di 15 giorni.

Ad arrestarlo, lunedì sera, sono stati gli uomini della polizia di Stato, intervenuti in quella casa di Conselice in seguito a una richiesta di aiuto arrivata in serata dalla madre della ragazzina.

Dalla denuncia effettuata dalla donna, dalla vittima ancora minorenne e da alcuni testimoni (tra cui un’amica della giovane, che lunedì sera si trovava anche lei dentro quella casa), il 40enne sarebbe un uomo dalla personalità fortemente aggressiva. Un violento, insomma, che non avrebbe alcuna esitazione ad alzare le mani, nemmeno se davanti a lui c’è una ragazza di appena 14 anni.

Quando gli agenti hanno risposto alla richiesta di aiuto hanno trovato l’uomo nei pressi dell’abitazione in stato di agitazione, tanto che non ci avrebbe pensato due volte a rivolgere anche verso di loro frasi minacciose.

Per questo è stato immediatamente arrestato, mentre la giovane è stata fatta soccorrere dal personale del 118, che dopo averle curato le ferite riportate l’ha condotta in ospedale per gli accertamenti del caso. È proprio in ospedale che i poliziotti hanno raccolto tutti i contorni di quella aggressione subita dalla minorenne.

Dopo una notte passata in carcere, ieri mattina l’uomo è comparso davanti al giudice Andrea Chibelli al fianco del suo avvocato Francesco Papiani. L’arresto è stato convalidato dal magistrato, che ha inoltre disposto nei suoi confronti l’immediato allontanamento dalla casa di Conselice dove vivono la donna con sua figlia e il divieto di avvicinamento all’abitazione.

La misura cautelare è stata presa perché ritenuto del tutto concreto il pericolo di reiterazione del reato da parte dell’arrestato, date le insidiose, insistenti e perturbanti modalità con le quali ha aggredito quella ragazzina indifesa, che tra l’altro viveva sotto il suo stesso tetto. A.CIC.

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