Conselice, i funerali di mons. Pietro Mongardi

La chiesa gremita in un silenzio ossequioso, la fila di sacerdoti amici, il vescovo Giovanni Mosciatti seguito da mons. Tommaso Ghirelli e mons. Francesco Cavina: è iniziato così il rito funebre per mons. Pietro Mongardi, storico parroco di Conselice, morto a 93 anni, celebrato ieri pomeriggio alla Chiesa di San Martino a Conselice.
Poi il saluto commosso del Gen Verde e di tutto il movimento dei Focolarini, attraverso le parole di Paola, una veterana del gruppo internazionale.
«Ringrazio quanti hanno voluto partecipare a questo momento così importante per don Pietro che ci lascia una bella testimonianza di fede – dice il parroco don Massimo Pelliconi nel suo saluto – fino all’ultimo ha voluto celebrare messa, l’ultima domenica scorsa, passava tanto tempo qui in chiesa a pregare, a confessare, poi i tanti rosari che consumava all’interno ed all’esterno della sua chiesa».

Solo pochi mesi fa, a maggio, si erano festeggiati i suoi 70 anni di sacerdozio: «E in noi è forte la consapevolezza che nella sua lunga esperienza umana don Pietro ha amato il suo popolo – sottolinea il vescovo Mosciatti, celebrando la messa esequiale – spendendosi fino al fine in un lavoro pienamente pastorale che l’ha reso uomo di conciliazione per il bene della chiesa e della società civile. Ecco non si può vivere un istante senza vivere per qualcosa. E nelle azioni quotidiane di don Pietro, pur dentro la sua fragilità umana, possiamo scorgere la forza e la determinazione della fede che l’ha sempre guidato con l’intento di portare l’unita nella sua comunità conselicese».

Per molti sarà difficile dimenticarlo mentre diceva il rosario camminando per la piazza in circolo o quando lo si poteva incontrare nel bar della parrocchia intento al tradizionale beccaccino, di cui era appassionato. Una passione che lo seguiva anche durante i viaggi, come ricorda il suo migliore amico di sempre a Conselice, Giacomo Tellarini: «Tanto da cimentarsi in più di una partita di beccaccino a mezzanotte a Capo Nord, sommerso nei colori suggestivi dell’aurora boreale».
E, pur se riservato e timido, sapeva trasformarsi in un affabulatore, non disdegnando di raccontare barzellette gustose. «Il suo stile asciutto e stringato condito da una profonda preparazione culturale – continua Tellarini – gli ha permesso di amministrare per oltre 30 anni il patrimonio dell’Istituto per il sostentamento del Clero di Imola».

Per ultimo l’espressione di cordoglio e la gratitudine di Conselice nel saluto della sindaca Paola Pula: «Per il grande lavoro svolto da don Pietro che l’ha reso una guida pastorale per tutti i nostri cittadini, credenti e non credenti, e nel salutarlo lo ringraziamo per aver scelto di restare tra noi sino ad oggi». S.M. (foto Massimo Fiorentini)

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