L’attività svolta da personale della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato della Polizia di Stato di Cesena, finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio cesenate e limitrofo, ha portato nel pomeriggio di mercoledì scorso, in località Savignano sul Rubicone, all’arresto di due coniugi albanesi, di anni quaranta e trentasette, poiché colti nella flagranza di reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Nel corso infatti di un servizio di osservazione nel quartiere Cesare del Comune savignanese, il personale di Polizia nota la presenza di un uomo che, sostando nei pressi di un pubblico esercizio, mantiene un atteggiamento sospetto agli occhi dei poliziotti, tale da far pensare ad un’attività di spaccio di stupefacenti.

Il controllo per identificazione del soggetto attenzionato ha ingenerato nello stesso un evidente stato di nervosismo ed agitazione, tale da indurre gli operatori di Polizia a procedere ad un controllo sulla sua persona nonché all’interno del suo veicolo parcheggiato nelle vicinanze, dove viene rinvenuta della sostanza polverulenta, chiusa in involucri di cellophane termosaldati, che da successivo accertamento tecnico del locale Posto di Polizia Scientifica è risultata essere sostanza stupefacente tipo cocaina.

A seguito del rinvenimento dello stupefacente e del perdurare dello stato di agitazione dell’uomo, la perquisizione viene estesa anche all’abitazione di residenza, dove viene rintracciata la moglie che, insospettita dalle mancate risposte alle ripetute chiamate sull’utenza cellulare del marito, sottoposto nel contempo al controllo di Polizia, è intenta ad allontanarvisi con fare concitato recando con sé una borsa, all’interno della quale, da un controllo operato, vengono rinvenuti ulteriori involucri di cellophane termosaldati contenenti sostanza polverulenta, risultata anch’essa essere cocaina, nonché un bilancino elettronico di precisione utilizzato ai fini dell’attività di spaccio.

L’arresto dei due coniugi, risultati essere incensurati, veniva convalidato nella successiva mattinata di giovedì dal Giudice del Tribunale di Forlì che ne disponeva la liberazione in attesa di giudizio.

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