Confcommercio: «Saldi in panne Cancelliamo il Black friday»

Confcommercio: «Saldi in panne Cancelliamo il Black friday»

RICCIONE. I saldi non decollano: «Spostarli a febbraio e cancellare il Black friday». La ricetta è di Confcommercio. «A grandi linee l’andamento della prima settimana dei saldi non è molto proficuo – commenta Alfredo Rastelli di Confcommercio Riccione –. A influire negativamente è stato, tra le altre cause, sicuramente il Black friday di novembre, che si prolunga per diversi giorni, durante i quali la gente anticipa i regali. È una promozione che diversi negozianti sarebbero pronti a eliminare: nei primi anni ha avuto successo ma adesso ha effetti negativi. Essendo semplicemente una moda importata, basta semplicemente mettersi d’accordo: non serve cambiare la normativa come nel caso dei saldi».

Sulla proposta di cancellare il Black friday, dice Rastelli, «sono d’accordo. Lì per lì questa iniziativa poteva sembrare un buon approccio per rivitalizzare gli incassi dopo la fine dell’estate e quando c’è bisogno incassare. Però poi ha effetti devastanti per lo shopping natalizio».
Quest’anno poi i saldi sono partiti il 4 gennaio, Federmoda Confcommercio ha proposto di spostarli a febbraio. «Attualmente è tutto molto ravvicinato. I saldi arrivano subito dopo il periodo delle feste: dopo che la gente spende per il Natale e il cenone, ha meno disponibilità. Spostare i saldi il mese successivo secondo me è una proposta sensata. È inutile insistere da anni sui saldi a gennaio, senza mai cambiare date senza seguire l’andamento dell’economia che nel frattempo è cambiato».

L’andamento saldi è pressoché in linea con il 2019. «Con una spesa media di 140 euro a scontrino, 320 euro a famiglia – prosegue Rastelli –, ma con un numero in diminuzione di scontrini. Per quanto riguarda Riccione nel periodo natalizio c’è stata molta gente sul viale ma poca nei negozi: la gente guarda poi compra poco, oppure prova e magari acquista on line, per questo qualcuno ha deciso di fare pagare la prova, soprattutto le scarpe. Alla mia famiglia ho vietato l’acquisto on line di abbigliamento, sia per contribuire a fare girare l’economia locale, sia perché i negozi mantengono vivi i centri».
Se il commercio soffre, bar e ristoranti vanno meglio. «Per le feste tutte le attività hanno fatto il pieno, ma rispetto agli anni passati gli incassi sono inferiori, in quanto sempre più clienti stanno attenti alla spesa» conclude l’esponente della Confcommercio riccionese.

Argomenti:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *